Scendono dalla giostra. Si fermano. Quasi tutti perché non hanno trovato squadra, altri (pochissimi) per scelta, quindi per prendere fiato, respirare e preparare la rincorsa. Allenatori senza panchina. Molti big quest’anno. E nel leggere la lista che vi presentiamo già immaginiamo ipotesi e panchine pronte ad accoglierli. Allegri ha chiuso il quinquennio storico con la Juve e ora parla di «anno sabbatico», gli estimatori non mancano, l’estero resta una possibilità concreta ma le premesse estive spingono a pensare che la stagione 2019-2020 non lo vedrà ai nastri di partenza.

Spalletti è stato scaricato dall’Inter per far posto a Conte: già qualche anno fa Luciano rimase senza squadra, esonerato dallo Zenit San Pietroburgo nel marzo del 2014, si riposizionò in Italia quando nel gennaio del 2016 la Roma lo richiamò. Gattuso si è sfilato con grande dignità quando ha capito che per lui non c’era posto. Senza squadra, per ora, sono due veterani come Ranieri e Pioli, Roma e Firenze sono lontanissime.

A piedi anche Ballardini, che male non aveva fatto al Genoa, tutt’altro. Fermo anche Prandelli, che ha salvato il Grifone per inerzia ma senza (eufemismo) entusiasmare. Non allena da un anno - e non ha ancora trovato squadra - Donadoni, che a Bologna chiuse arrancando un triennio cominciato assai bene.

L’esperienza di Udine non è servita a Nicola per rilanciare le sue azioni. Fino ad un paio d’anni fa si parlava di lui come di un emergente destinato a grandi successi, invece il suo percorso si è inceppato. Ancora senza panchina Iachini: la sua parentesi ad Empoli (è prima subentrato e poi è stato sostituito da Andreazzoli) è stata decorosa ma non (probabilmente) tanto apprezzata.

Longo e Baroni - che si sono dati il cambio a Frosinone - non sanno ancora da che panchina ripartiranno; mentre sarà difficile ipotizzare un club italiano pronto a dare un’altra possibilità allo spagnolo Velasquez, dopo l’incauta avventura all’Udinese.

Delneri e Pecchia due anni fa avevano cominciato la stagione sulle panchine - rispettivamente - di Udinese e Verona. Da allora, guardano il calcio in tivù. Ventura - dopo la debacle con la Nazionale - è durato lo spazio di quattro partite, per poi abbandonare il Chievo, tra veleni e accuse.

Un altro grande vecchio del calcio italiano - Zeman - fa risalire la sua ultima panchina alla seconda parte della stagione 2016-17, quando retrocesse col Pescara; così come Guidolin, fermo dall’ottobre 2016, quando vene esonerato dallo Swansea dopo poche giornate di campionato.

Se infine allarghiamo l’orizzonte all’estero, ecco che il primo nome di un big senza panchina (seppur accostato a svariate squadre) è quello di Mourinho, ma nel gruppone di chi aspetta una chiamata ci sono anche Solari, Garcia, Wenger, Blanc, Henry e tanti altri. Tutti giù dalla giostra. Tutti che aspettano una telefonata, un cenno, un attestato di fiducia.