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Troppi ostacoli in quest’estate che avrebbe dovuto segnare il rilancio. Per Jorge Mendes, dopo una fase che fino a metà luglio lo aveva visto in corsa per riaffermare definitivamente il ruolo di uomo più potente del calcio globale, la seconda parte del mese si è rivelata un sentiero di trappole. Tre trasferimenti da lui orchestrati, e dati per conclusi con colonna di fanfare propagandistiche, sono sfumati a un passo dalla firma. Sono state trattative che hanno coinvolto calciatori della scuderia Gestifute, o club che hanno fatto la scelta di legarsi al super-agente portoghese e in ritardo scoprono quanto meglio avrebbero fatto se l’avessero tenuto a debita distanza.



Scena numero 1: Perin che non va al Benfica – Si comincia col trasferimento di Perin al Benfica, nel quadro di un affare che avrebbe anche dovuto portare (con valutazione molto generosa) il giovane João Ferreira in bianconero. L'affare è saltato dopo che il portiere italiano è stato sottoposto alle visite mediche. Probabilmente se ne riparlerà a gennaio, ma intanto Perin resta alla Juventus e João Ferreira resta al Benfica. E presso la dirigenza juventina i dubbi prendono a serpeggiare. Sarà mica che Mendes sia bravissimo a farci spendere ma non altrettanto a farci incassare? Dubbio legittimo. Un anno fa il boss di Gestifute ha portato in bianconero dapprima João Cancelo e poi Cristiano Ronaldo. Ciò che peraltro ha permesso a CR7 di strappare l’ultimo super-ingaggio della carriera, in una fase che non vedeva i top club europei pronti a sgomitare per assicurarsene le prestazioni. In tutto, fra acquisizione dei diritti economici e oneri accessori (cioè commissioni versate allo stesso Mendes o a chi per lui), la spesa della società bianconera per i due calciatori mendesiani è stata di oltre 155 milioni di euro. Ciò che ha seriamente appesantito i conti della società bianconera, e in attesa di capire se il rischio sia valso la pena. Ma adesso che si tratta di aiutare la Juventus a far cassa, Mendes esibisce preoccupanti defaillance. Si fa sbattere la porta in faccia dal Benfica, che pure è un club dove spadroneggia da anni. In un prossimo articolo spiegheremo il motivo che potrebbe aver spinto il club encarnado a dire: “Quando è troppo, è troppo”. Ma intanto si registra il dato: la Juventus si vede rispedire indietro un calciatore dal Portogallo perché non ha superato le visite mediche. E dopo il precedente di Sefano Sturaro, parcheggiato lo scorso anno a fare la convalescenza presso lo Sporting Portugal durante la prima metà della stagione, il trend rischia d'essere spiacevole. Rimane in sospeso anche la cessione di João Cancelo, che a un certo punto dai media italiani veniva data per sicura. Mancava poco che i 60 milioni di euro del Manchester City venissero già conteggiati come una dotazione delle casse bianconere, pronta a essere spesa. E invece per il momento quei 60 milioni rimangono ben distanti.

Scena numero 2: André Silva che non va al Monaco – Il ragazzo rischia di rimanere ragazzo a vita. E di passare alla storia come l'uomo delle mezze stagioni. Si tratta di André Silva, l'attaccante portoghese targato Gestifute che nella sua prima stagione da titolare del Porto (la 2016-17) viene fatto oggetto di un imbarazzante endorsement da parte della stampa sportiva del suo Paese. In realtà, il giovane centravanti gioca da titolare soltanto la prima parte della stagione. Ma nella seconda parte l'allenatore Nuno Espírito Santo, che pure è il più mendesiano degli allenatori in circolazione nel globo (da portiere del Vitória Guimarães è stato il primo cliente di Jorge Mendes, che proprio per assistere NES fondò Gestifute), gli preferisce il più esperto Tiquinho Soares, arrivato da Guimarães durante il mercato invernale. A giugno 2017 André Silva passa al Milan, per quello che rimane l'affare più sciagurato della sciaguratissima coppia Fassone-Mirabelli. E anche in questo caso l'attaccante gioca qualcosa di simile a una mezza stagione. Nel senso che si mette in evidenza durante i primi turni di Europa League (quelli in cui capita di incontrare avversarie da Lega Pro), ma in campionato si eclissa. Nella stagione successiva, la 2018-19, viene prestato al Siviglia. Il suo inizio di stagione è di alto livello, tanto da far pensare che la nuova dirigenza rossonera si sia sbagliata nel mandarlo via così presto. E invece nei restanti 2/3 di stagioni André Silva torna a essere lui. E il club andaluso, a riscattarlo, non ci pensa proprio. È lì che Jorge Mendes priva a sbloccare l'impasse, proponendo l'attaccante a un club suo amico non meno del Benfica: il Monaco. E invece, proprio come il Benfica con Perin, il Monaco boccia André Silva. Motivo? Si dice che anche in questa circostanza il calciatore non superi i test medici. Ma tale versione viene immediatamente contrastata da un'altra, che parla di disaccordi economici. Questi ultimi sarebbero sorti giusto dopo le visite mediche. Pensa te le coincidenze. Resta il fatto che un altro affare orchestrato da Mendes sia andato, almeno per il momento, in malora. E che anche il Milan, come la Juventus, abbia fatto male i propri conti sperando che Mendes sbloccasse il mercato in uscita.

Scena numero 3: Fábio Coentrão che non va al Porto – Doveva essere uno dei pochi calciatori capaci di vestire le maglie delle tre grandi del calcio portoghese: prima il Benfica, poi lo Sporting Portugal e infine il Porto. Il riferimento è a Fábio Coentrão, calciatore mendesiano di ferro, passato la scorsa stagione da uno dei club di più stretta osservanza mendesiana: il Rio Ave, società della città natale di Coentrão (Vila do Conde). Pare tutto pronto per il trasferimento, e invece all'ultimo momento l'affare sfuma. In questo caso i motivi del mancato trasferimento sono meno noti, ma di sicuro c'è che una frangia del tifo ultras del Porto si opponga. E che per Jorge Mendes si registri il terzo flop in pochi giorni.

Prossime scene – Tenendo conto di tutto ciò, che fine faranno i due fantasmi laziali Pedro Neto e Bruno Jordão, che dal boss di Gestifute dovrebbero essere piazzati all'estero, dopo essere stati strapagati dalla società di Claudio Lotito per godersi due anni di vacanze romane? Per i due sono stati fatti i nomi di Benfica e Monaco. Cioè i club che hanno scartato, rispettivamente, Perin e André Silva. Auguri. Rimane aperto il dossier James Rodriguez. Che Mendes vuole portare assolutamente al Napoli. Il Napoli lo vuole davvero? Pare lo voglia soprattutto Ancelotti, che lo aveva già voluto al Bayern. Soprattutto, rispetto a questo affare c'è da tenere conto di due elementi: 1) Mendes è febbrilmente impegnato a ricostruirsi un rapporto col Real Madrid, sicché spera di fargli cedere il suo cliente dopo avergli permesso di vendere benissimo Raúl De Tomás al Benfica (quando è troppo, è troppo – 1); 2) il Napoli dovrà “riutilizzare” i 17 milioni incassati dalla cessione di Carlos Vinícius al Benfica (quando è troppo, è troppo – 2). E in questo senso, è da sottolineare che il capo di Gestifute faccia sempre “riutilizzare” i soldi fatti incassare a un club. Per questo ci fa sorridere di compatimento chi scrive che “Mendes aiuterà il Napoli a crescere”. Mendes non ha mai aiutato nessuno, a parte se stesso e chi gli affida il denaro da investire.

@pippoevai