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  • Da Chiellini a Immobile, da Dzeko a Lukaku: domani tutti in campo? Il Pd contro il M5s, la resa del governo

    Da Chiellini a Immobile, da Dzeko a Lukaku: domani tutti in campo? Il Pd contro il M5s, la resa del governo

    • Stefano Agresti
      Stefano Agresti
    Non servivano gli scienziati, bastava il buon senso. Come si può consentire a Fognini e Tortu di allenarsi nei centri sportivi, vietando questa possibilità a Chiellini e Immobile, Dzeko e Lukaku? Non bastano tre, quattro o sei campi da calcio per far correre un gruppo di giovanotti in sicurezza? Una stortura inaccettabile. Lo abbiamo scritto subito dopo questa assurda decisione, contenuta nell’ultimo Dpcm, confidando in un ripensamento del governo (LEGGI QUI) affinché aprisse a tutti gli atleti, non solo a coloro i quali praticano discipline individuali. Adesso, quasi fuori tempo massimo, arriva la correzione in corsa di Spadafora, il celebre ministro contro lo sport, il quale ha chiesto al Comitato tecnico scientifico di rivedere la decisione. E di consentire, dunque, anche ai calciatori di allenarsi nei loro centri sportivi da domani. Quando lo abbiamo proposto, sembrava irrealizzabile: qualcuno ci ha insultato, as usual, altri ci hanno preso per matti. Ora non è più così, anche se manca l’ultimo sì del Cts, nient’affatto scontato.

    Spadafora, in fondo, ha dimostrato intelligenza: solo gli stolti non cambiano idea, lo abbiamo sostenuto a suo tempo. Ma come si è arrivati a questo ribaltone? Al termine di un incredibile contrasto interno al governo. Il ministro ha infatti deciso di modificare radicalmente la sua posizione sugli allenamenti dei calciatori dopo che quattro regioni lo avevano scavalcato, autorizzando le sedute dei professionisti nei centri sportivi attraverso le loro ordinanze. A parte Solinas, eletto con il Partito sardo d’azione, si sono schierati contro la decisione dell’esecutivo addirittura tre governatori del Pd, alleato del M5s: Bonaccini (Emilia-Romagna), De Luca (Campania) e soprattutto Zingaretti (Lazio), che è anche segretario del Partito democratico. Poteva il governo andare contro il proprio alleato? E quale credibilità avrebbe avuto creando una simile disparità tra le varie squadre, in base alla regione di appartenenza? Pensate alla lotta scudetto: la Lazio si sarebbe allenata, la Juve e l'Inter no. Sarebbe stato normale?

    La speranza è che il buon senso, d’ora in avanti, accompagni le decisioni del ministro Spadafora. Se ascolta più la logica che Malagò, presidente del Coni (anche lui anti-calcio), certamente limita le brutte figure.

    @steagresti
     

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