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Il Milan volta pagina. Oggi Stefano Pioli è stato presentato in conferenza stampa, alla quale hanno partecipato tutte le alte sfere rossonere. Boban e Maldini hanno scelto l'ex Fiorentina per sfruttare a pieno tutte le potenzialità di una rosa che rispecchiava poco le idee di Marco Giampaolo. Poca valorizzazione dei nuovi acquisti e un modulo non adatto ad alcuni dei migliori elementi del vecchio gruppo. Pioli è stato scelto anche per questo, per mettere ogni pezzo del puzzle rossonero al posto giusto. A partire da Piatek, Paquetà e Suso che, chi per un motivo chi per un altro, hanno reso ben al di sotto delle aspettative.

PIATEK - Tutto parte da Krzysztof Piatek, dal bomber che a suon di gol aveva conquistato prima il Genoa poi il Milan. Da quest'estate il rendimento del polacco è crollato: solo due reti in campionato, entrambe siglate da calcio di rigore. Pioli di lui ha detto in conferenza stampa: "Piatek è un giocatore molto efficace in area, ma l’attaccante è spesso condizionato dal lavoro della squadra. Più gente entrerà in area, più saremo pericolosi e più ci saranno occasioni anche per lui". Tradotto: addio ai compiti di raccordo e regia offensiva che gli chiedeva Giampaolo. Piatek tornerà al centro dell'area di rigore, nel suo territorio di caccia preferito. Non gli sarà più chiesto di allargarsi, avrà un solo dovere: far gol.

PAQUETA - C'è poi Lucas Paquetà. Il brasiliano non è mai riuscito a costruire un rapporto di lavoro proficuo con Giampaolo. Troppo diverse le richieste del tecnico e le caratteristiche del classe '97. Distanti nel modo di intendere il ruolo di mezzala, così come quello di trequartista. Bocciato, senza troppe remore, dopo un solo tempo a Verona, con Pioli per Paquetà le cose potrebbero cambiare: "E' una mezzala completa, di qualità. A volte giocherà in mezzo, altre più fra le linee. Ha nelle sue corde gli inserimenti e i gol. Abbiamo centrocampisti che mi piacciono, di dinamismo e di inserimento". Queste le parole del neo tecnico, che quindi dovrebbe restituirgli un ruolo centrale nello scacchiere rossonero: titolare, finalmente, da mezzala, con ogni probabilità, o sulla trequarti offensiva.

SUSO - C'è poi anche Suso, da rivitalizzare. Lui, a differenza di Paquetà, è sempre stato utilizzato, ma con un rendimento a dir poco negativo. Lo spagnolo "ha qualità indiscutibili, ma va messo nelle condizioni di giocare uno contro uno". Un assist, contro il Brescia, poi un insieme di prove opache: spesso prevedibile, poco incisivo, ma ancora importante per il Milan. Le sue caratteristiche restano uniche nelle rosa rossonera: dovrà essere recuperato, per sfruttare solo le (indubbie) qualità, senza perdersi nelle difficoltà. In missione, per far risplendere chi si è perso, restituire vigore e mettere nelle migliori condizioni possibili i nuovi acquisti. Il lavoro di Pioli è già iniziato.

@andreasereni90