Chiuso il capitolo Yonghong Li, il nuovo Milan dell'era Elliott ha deciso di ripartire da Paolo Scaroni. È lui l'uomo che l'assemblea dei soci del club rossonero ha scelto questa mattina come nuovo presidente. "Grandissimo onore, sono milanista e molto felice di essere qui", le prime parole di Scaroni dopo la nomina. 

DAL CARCERE AL VICENZA - Laureato in Economia e commercio all'università Bocconi, Scaroni ha conseguito anche un master alla Columbia University di New York, prima di iniziare a lavorare in aziende come McKinsey, Chevron, Saint Gobain e Techint. Come amministratore delegato di quest'ultima, nel 1992, viene coinvolto nell'inchiesta Mani Pulite: il 14 luglio dello stesso anno viene arrestato con l'accusa di aver versato tangenti ai partiti per ottenere appalti dall'Enel. Nel 1996 patteggia un anno e quattro mesi. Commentando questa vicenda al Financial Times, nel 2002 Scaroni dichiara: "In un Paese in cui gli affari e il governo erano così strettamente intrecciati, dove le istituzioni erano controllate dai politici, era possibile comportarsi in modo diverso? La risposta semplice è: no, non era possibile". Tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000 si trasferisce a Londra, ma dal 1997 al 1999 ricopre anche la carica di presidente del Vicenza Calcio, società della sua città natale. 
IL LEGAME CON BERLUSCONI - Nel 2002 il ritorno in Italia, per ricoprire - nominato dal secondo governo guidato da Silvio Berlusconi - il ruolo di amministratore delegato di Enel. Nel 2005, poi, il passaggio a Eni, dove resta fino al 2014, prima di diventare vicepresidente della banca d'affari Rotschild. Prima di cedere il Milan a Yonghong Li, lo stesso Berlusconi affida a Scaroni un pacchetto azionario del club, nel cui cda entra il 14 aprile 2017, prima di diventarne, oggi, il 27esimo presidente della storia e l'amministratore delegato ad interim.