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Lo strano mercato di quest’anno, fatto anche di dispetti e ripicche tra i nostri grandi club, è stato fortemente influenzato dall’asse Juve-Roma. Un patto non scritto ma assai condizionante, che ha portato a due scambi importanti, a grandi plusvalenze, a qualche ostacolo messo in mezzo al percorso delle concorrenti.

Tutto nasce con il doppio trasferimento Spinazzola-Pellegrini: l’ex atalantino a Roma, il giovanotto a Torino. Si registrano plusvalenze di rilievo per entrambi i club, ma sul piano tecnico si ha un’indicazione precisa: i giallorossi pensano al presente, e si augurano che il loro nuovo acquisto recuperi una condizione fisica buona per giocare quest’anno; i bianconeri guardano al futuro, prendendo un ragazzo splendido protagonista con la nazionale Under 20 (crescerà nel Cagliari un altro anno).

In scia a questa operazione si sviluppa il caso Dzeko. L’Inter lo vuole e offre 12 milioni, la Roma ne chiede 20. In condizioni normali si dovrebbe arrivare a un accordo a metà strada, ed è quello che tutti si aspettano nel mondo del mercato e nel mondo del calcio. Anche il giocatore, che chiede in modo chiaro e netto ai suoi dirigenti di andare a Milano. Per Conte e Marotta, visti dalla Juve come i grandi rivali, sarebbe un rinforzo eccellente.

Accade dunque che la Roma, anziché andare incontro all’offerta dell’Inter, aumenti l’entità della propria richiesta: non bastano più 20 milioni, ne servono pure 5 di bonus,. E succede anche che il club giallorosso copra d’oro - letteralmente - il centravanti bosniaco affinché alla fine rinnovi il contratto. Un bello sgarbo all’Inter, non c’è che dire.

Il guaio è che la mancata cessione di Dzeko fa venire meno una plusvalenza da una quindicina di milioni, importante per la Roma. Come rimediare? Semplice: attraverso la Juve. La quale, tra l’altro, ha assoluto bisogno di sfoltire la rosa. Higuain non è voluto andare a Roma, ma Rugani lo farebbe volentieri. I bianconeri si tolgono un giocatore in sovrannumero e i giallorossi hanno il difensore che cercavano (in realtà ne volevano uno con caratteristiche diverse, ma pazienza).

E la plusvalenza? Basta inserire nell’operazione un paio di giovani, incluso il talento Riccardi, e i conti tornano. Alla Juve di sicuro, alla Roma forse non altrettanto, almeno sul piano tecnico: prende due giocatori buoni, certo non fenomenali, riserve dei bianconeri, e cede due o tre potenziali campioni. Del resto questa, più che a un’alleanza, somiglia tanto a una sudditanza. E non è difficile capire chi sia il sovrano.

@steagresti