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Dale Oen come Morosini, quando il destino è più veloce di un campione

Dale Oen come Morosini, quando il destino è più veloce di un campione

  • Marco Guidi

Vedi questa foto e non ci puoi credere. Lui così forte, così giovane, così pieno di vita. Dale Oen, il ranista più veloce del mondo, non c'è più. Se ne è andato in un lampo, in un attimo più rapido delle sue possenti bracciate. I suoi muscoli, il suo sorriso, spezzati da un destino crudele.

Un altro magnifico atleta ha perso la gara più importante, contro un nemico che non ti sai nemmeno spiegare. Dale Oen come Piermario Morosini e prima ancora Jarque, Puerta, Renato Curi e tutti gli altri angeli dello sport.

Aveva 26 anni il nuotatore norvegese. Meno di un anno fa gli avevamo tifato contro ai Mondiali di Shanghai, ma solo perché allo sprint aveva preceduto il nostro Scozzoli. Il campanilismo nello sport forse non è un peccato. Però oggi quasi ce ne pentiamo, perché Dale era un ragazzo cui non si poteva voler male. Esuberante sì, ma solo come chi ama la vita sa essere.

Anche oggi, primo maggio, era in piscina. Un allenamento leggero, quasi per rilassarsi, dopo aver giocato a golf. In acqua tutto bene, come al solito. La morte lo ha colto di sorpresa dopo, nello spogliatoio. Spietata, bastarda come ogni volta che si porta via un'anima giovane e gentile. Ai medici stabilire la causa, sempre che qualcuno riuscirà un giorno a spiegarci davvero perché così tanti atleti ipercontrollati e preparati schiantino così, come carne da macello.

Lo hanno trovato i suoi compagni, riverso a terra. Neanche la soddisfazione di andarsene nel suo habitat naturale. Quell'acqua dove aveva vissuto i momenti più belli della sua vita. Di lui ci restano le immagini dei Mondiali di Shanghai e quel sorriso più luccicante della sua medaglia d'oro. Si stava preparando per le Olimpiadi, ora nuoterà nell'Olimpo dei grandi. Lassù, con i migliori di sempre. Ciao Dale, salutaci Piermario e gli altri angeli.  

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