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La svolta tanto attesa, che non arriva. Dopo essere stato per mesi l’uomo della provvidenza del Torino e della Nazionale, oggi Andrea Belotti fatica a ritrovarsi dopo il lungo stop per l’infortunio al ginocchio. Fatica soprattutto a ritrovare il feeling con il gol, il Gallo. L’anno scorso aveva alzato la cresta ben 26 volte in 35 partite di campionato in un Torino qualitativamente inferiore rispetto a quello attuale. La squadra è cresciuta grazie agli investimenti del presidente Urbano Cairo, ma Belotti è un altro attaccante rispetto a quello ammirato l’anno scorso. Con il gol realizzato col Napoli due giornate fa, il Gallo ha messo fine a una crisi sotto porta iniziata lo scorso 20 settembre, in occasione della vittoria esterna del Toro contro l'Udinese. In mezzo l'infortunio al ginocchio, che l'ha tenuto lontano dal campo quasi un mese, e soprattutto le lacrime a San Siro dopo aver detto addio al Mondiale. 

INIZIO DA INCUBO - Un Mondiale che il Gallo voleva assolutamente vivere da protagonista. “Andrea Belotti andrà via solo se qualcuno dall’estero pagherà la clausola da 100 milioni di euro”, ha sempre tuonato il presidente Cairo, fermo sulla sua decisione di non cedere il Gallo ad una cifra inferiore. In estate ha rifiutato diverse offerte, in primis quella del Milan, ma adesso l’attaccante vale ancora 100 milioni di euro? 4 i gol realizzati in 15 partite di campionato, l’infortunio gli ha fatto saltare solo 3 partite. La miglior condizione fisica, però, è ancora lontana. Il Gallo ne risente e il suo mercato in meno di 6 mesi è inevitabilmente cambiato. Non come si aspettava (e sperava) il presidente Cairo. Dopo aver capito che il Gallo poteva rivelarsi una miniera d'oro, il numero uno granata aveva deciso di blindarlo inserendo una maxi clausola nel contratto, consapevole del fatto che, se in questa stagione avesse confermato quanto di buono fatto nella scorsa e poi fosse stato anche protagonista di un buon Mondiale, incassare 100 milioni dalla sua cessione a qualche club straniero non sarebbe stata un’utopia.
IL VALORE DEL GALLO - Ad oggi, però, la situazione è molto meno rosea. E l’interrogativo sul reale valore di Andrea Belotti sorge spontaneo. Vale davvero 100 milioni di euro? L’età (24 anni) è sicuramente dalla sua parte: il Gallo ha notevoli margini di crescita, come affermato anche l’anno scorso da Sinisa Mihajlovic, quando tutto andava per il meglio e la cresta del Gallo era sempre rivolta verso il cielo. Ma adesso il percorso di crescita di Belotti sembra essersi interrotto. “Belotti è certamente tra i colpevoli: è uno di quelli che deve dare la differenza, e che deve farti vincere con le sue qualità”, ha detto Mihajlovic al termine dell'ennesimo pareggio (beffardo) contro la Spal. Parole volte a spronare il Gallo, diverso da quello ammirato l’anno scorso dai granata e soprattutto da tutta Europa. Il Milan lo ha a lungo inseguito e sognato in estate, Manchester United e Chelsea hanno sondato il terreno prima di acquistare rispettivamente Romelu Lukaku e Alvaro Morata. E ora chi vorrebbe davvero Belotti? I tifosi del Milan - viste le delusioni André Silva e Nikola Kalinic - continuano a sognarlo, ma le richieste di Cairo sono un ostacolo ad oggi intramontabile. E Belotti deve dimostrare di valere davvero 100 milioni di euro. 

@AleCosattini