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L'erasmus in Scozia è ormai finito, è tempo di tornare in Inghilterra: dopo soli 18 mesi Moussa Dembele è pronto a lasciare il Celtc, che nel luglio del 2016 lo aveva ingaggiato a parametro zero dal Fulham, per riassaporare nuovamente l'aria della Premier League. Con una parola d'ordine: gavetta. L'attaccante classe '96 infatti non farà il proprio rientro nel massimo campionato inglese con addosso la maglia di un top club, è stata una squadra molto più modesta a fare un grande sforzo per averlo: i media inglesi danno per fatto l'approdo al Brighton & Hove Albion, che ha convinto il Celtic con un'offerta da 18 milioni di sterline, al cambio circa 20 milioni di euro.

CORTE JUVE E IDEA MILAN - Colpo in arrivo per il Brighton, ma il francese non è sconosciuto in Italia, anzi: due big in tempi diversi hanno provato a portarlo in Serie A. La prima a cerchiare in rosso il nome di Dembele è stata la Juventus: colpiti positivamente dal suo rendimento in Championship con il Fulham, i bianconeri fiutavano il colpo a zero e a gennaio 2016 avevano già sondato il terreno, salvo poi essere bruciati dal Celtic che al giovane attaccante poteva offrire spazio da assoluto protagonista, anche in campo europeo. Non è bastato però il passaggio in Scozia a frenare l'interesse di Marotta e Paratici, che lo hanno spesso visionato anche la scorsa primavera, poi è toccato al Milan: sondaggi in estate, il profilo da punta mobile e prolifica (40 gol in 67 partite al Celtic) era stato individuato come ideale per Montella, abbinato anche a un età che ne faceva un investimento futuribile. L'entusiasmo dei rossoneri però era stato smorzato dalle richieste del Celtic, non meno di 35-40 milioni per lasciarlo partire la scorsa estate, e così Fassone e Mirabelli hanno rivolto lo sguardo altrove.
'COLPO SALVEZZA', E IN ITALIA? - A distanza di soli sei mesi però, complice anche il terzo posto nel girone di Champions League (alle spalle di PSG e Bayern), la posizione del club di Glasgow si è ammorbidita e così ad approfittarne è stato il Brighton. Una squadra che in Premier lotta per non retrocedere: i 21 punti finora conquistati e il 12esimo posto non tranquillizzano la società, ben più preoccupata delle sole 5 lunghezze di vantaggio sulla zona calda della classifica (Bournemouth 18esimo a 16 punti), per questo è stato avallato un maxi investimento per garantirsi un centravanti giovane, rivendibile a cifre anche superiori, ma soprattutto già pronto per garantire un buon bottino di reti e punti importanti per una salvezza agevole. 20 milioni per una promessa europea, a gennaio, da una neopromossa: in Inghilterra succede anche questo, e in Italia? Benevento, Verona e Spal, proprio le tre promosse dalla scorsa Serie B gravitano sul fondo della classifica, ma colpi di questo calibro non sono neanche immaginabili: 25 milioni dall'Hellas per Kasper Dolberg dell'Ajax, Maximiliano Gomez rivelazione al Celta Vigo per 20 milioni a Benevento o ancora 25 milioni dalla Spal per Dimitri Oberlin (cercato peraltro dal Newcastle, anche la squadra di Benitez in corsa salvezza in Premier League). Pura fantascienza. Innanzitutto perché, e l'investimento del Brighton lo evidenzia ulteriormente, l'enorme divario per quanto riguarda ricavi da diritti tv non consente alle società italiane meno blasonate di arrivare a queste possibilità economiche. In secondo luogo se anche investimenti del genere vengono fatti per la corsa salvezza, questi arrivano in estate e su profili più esperti piuttosto che futuribili: si veda ad esempio l'approdo di Leonardo Pavoletti al Cagliari, che per strapparlo al Napoli si è spinto fino a un prestito con obbligo di riscatto a 10 milioni, consapevoli che rivendere a cifre maggiorate la punta (già 29enne) sarà estremamente complicato. Costi e filosofia, Serie A e Premier ancora lontane: ora il Brighton lavora agli ultimi dettagli prima di godersi Dembele, il 'colpo per la salvezza'.

@Albri_Fede90