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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, dopo la vittoria dell'Europa League con il suo Manchester United, il terzino italiano Matteo Darmian ha parlato del suo futuro, di un possibile ritorno in Italia e della sua esperienza con i Red Devils.

L’Europa League è una maratona: 15 gare, mezzo campionato.
"E’ durissima arrivare in fondo, ma poi quando trionfi, è una grande soddisfazione. E’ stata la prima volta per il Manchester United: abbiamo fatto storia".

L’immagine di Darmian che dà ordini ai compagni dello United non può passare inosservata.
"E’ stato casuale. Gioco in difesa e chi sta dietro talvolta ha la visuale migliore. Però non nego che in questo gruppo mi sento inserito alla perfezione".

Bello anche il lungo abbraccio con Mourinho.
"Non dovevamo certo scoprire oggi che è un allenatore vincente, ma bisogna lavorare con lui per capire certe cose. Abbiamo conquistato tre trofei quest’anno. I numeri parlano chiaro".

Darmian è partito da riserva, ma ha chiuso da titolare.
"Abbiamo giocato 64 gare e alla fine era fisiologico che dovesse esserci spazio un po’ per tutti. Abbiamo anche fatto i conti con una serie importante di infortuni".

Resterà a Manchester, oppure qualcuna delle voci di mercato che circolano da mesi sul suo conto diventerà realtà?
"In questo momento, con la medaglia al collo, mi sembra poco elegante parlare del futuro. Verrà il momento di affrontare la questione. Io ho un contratto di altri due anni e a Manchester mi trovo bene".

La tragedia dell’Arena di Manchester ha segnato le vostre giornate.
"Conosco quell’impianto. Lì ho seguito con la mia fidanzata diversi concerti. Quello che è successo lunedì sera è terribile e il fatto che sia avvenuto in un luogo familiare aumenta l’angoscia. Non è retorica: abbiamo giocato e vinto anche per le vittime di questa strage".