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"Sono preoccupato per quel che accade e sono deluso dal lavoro della mia Lega: avevamo detto di far tabula rasa, di ricostruire, di portare gente nuova che abbia lo spirito d'impresa": questo quanto affermato daAurelio De Laurentiis, produttore cinematografico, dirigente sportivo, imprenditore italiano, presidente del Napoli e della Lega Calcio. Il Patron del club partenopeo, dopo la rocambolesca vittoria del Napoli contro il Torino, ai microfoni di Radio Marte, non perde occasione per ribadire le proprie idee in merito ai cambiamenti che, secondo un personale parere riconducibile alla sua esperienza imprenditoriale, la Lega Calcio dovrebbe attuare per modernizzare il calcio italiano, ed allora insiste con l'affermare: "Ci sono le partite internazionali e dunque c'è il rischio che qualcuno arrivi in ritardo: io da solo non riesco a blindare ci miei calciatori, non mandandoli con le loro Nazionali; ma allora, che bisogno c'è di giocare al sabato, quando Paesi più importanti scelgono di andare in campo nel giorno di Pasqua? Lo fanno in Germania, in Inghilterra, in Spagna e in Germania e noi invece non pensiamo neanche ad ipotesi alternative. Purtroppo non c'è gente che pensa, che utilizza il cervello. E' arrivato il momento di assumere gente nuova e di organizzare nel modo migliore ogni cosa. Non voglio fare il bastian contrario, ma mi trovo in un mondo in cui non mi ritrovo e se non cambia, mollo tutto e me ne vado. Sono pronto ad offrire il mio contributo, ma facciamo in fretta".

In un Mondo in cui i sentimenti, le tradizioni, le sane passioni non trovano piu' lo spazio giusto per poter alleviare problematiche e sofferenze del quotidiano, De Laurentiis vorrebbe far intendere un suo impegno per riformare il Mondo del Pallone verso una completa modernizzazione finalizzata ad un miglioramento dello spettacolo calcistico e dei confort a disposizione di coloro che vorranno usufruire di tali rappresentazioni. Il processo evolutivo o involutivo - a seconda delle opinioni-  che sta vivendo il calcio italiano è da ricondursi ad un continuo marketing  ovvero al voler piazzare, mediante tutte le azioni aziendali riferibili al mercato, servizi considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare notevoli operazioni finanziarie.De Laurentiis rappresenta la continuazione del sopradescritto processo che con o senza di lui va avanti inesorabilmente verso la trasformazione in atto del calcio in puro business  dove i padroni del nuovo calcio  hanno  ridotto i tifosi a meri clienti da spremere e fidelizzare.  Non c'è piu' spazio per la vera passione e per i veri tifosi -quelli da stadio- non da salotto.

Natale, Pasqua, Ferragosto, Festività varie? Stop alle tradizionali e ... patetiche abitudini dei nostri padri che avevano l'ardire di santificare gli eventi in nome di un'unione familiare all'insegna dei veri valori della vita! Non c'è più  il tempo per godere di spazi e momenti che riempivano il tempo ed il cuore di persone intente a trascorrere una sana domenica di sport. Oggi, la protervia e la lungimiranza -per prori fini-  dei nuovi padroni dello svago e del tempo libero, non permettono di  rimarcare e pretendere nulla tranne che assecondare i nuovi valori che ci stanno comprimendo ed, in qualche modo, schiavizzando... ed allora, Presidente De Laurentiis, proceda pure e dopo Natale a Miami produca per  il suo Napoli e per tutto il calcio italiano, in collaborazione con la Filmauro:  Pasqua al San Paolo. Se, poi, avrà la fortuna di realizzare il nuovo stadio, potrà vantarsi anche di aver realizzato, al posto delle curve, uno spazio a disposizione delle famiglie comprensivo di ambienti relax, sale da pranzo, spazio vendite di vari gadget e quant'altro per pubblicizzare una distensiva domenica del pallone, non economica ma partecipativa, al suo eventuale progetto.