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Daniele De Rossi ribadisce il proprio 'no' alla tessera del tifoso. Il centrocampista della Roma ha dichiarato dal ritiro della Nazionale al Sestriere: "Sono contrario alla tessera del tifoso, non mi piacciono le schedature e poi in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: delle tv, degli sponsor e anche degli ultrà, dipende dalle piazze. Ma i tifosi sono la parte positiva, una parte importante del calcio". Non si è fatta attendere la risposta del Sindacato di Polizia. Il segretario generale del Siulp, Felice Romano ha commentato: "Con le sue parole De Rossi ha dimostrato poco rispetto nei confronti di chi rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini e anche per far arricchire quelli come lui, farebbe bene a ricordarsi che i primi a dare l'esempio in campo dovrebbero essere proprio i calciatori. I poliziotti, a differenza di De Rossi, non generalizzano nè sono abituati a condannare un'intera categoria a fronte di centinaia e centinaia di partite per un solo episodio accaduto. Gli servirebbe non solo il ritiro della Nazionale, ma anche un ritiro spirituale per imparare a trasmettere il rispetto verso il prossimo". Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso il capo della Polizia, Antonio Manganelli: "Sono indignato, non perché ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa esprimendo un più che legittimo dissenso, ma per la volgare strumentalizzazione di un'occasionale episodio certamente riprovevole al vaglio della magistratura. Non si può mettere sullo stesso piano *** violenti e poliziotti che darebbero la vita per difendere tutti, persino persone che fanno dichiarazioni del genere". Per De Rossi è poi arrivato un richiamo ufficiale dalla Figc. In un colloquio telefonico, Abete ha detto al calciatore di non condividere le sue valutazioni, richiamandolo al massimo rispetto per l'impegno delle Forze dell’Ordine e del loro ruolo, di fondamentale importanza per il Paese e per il mondo del calcio. Ecco la nota diffusa dalla Figc: "La Federazione Italiana Giuoco Calcio vuole confermare oggi, superando dichiarazioni che non condivide e che non possono mettere in discussione rapporti, ruoli e responsabilità, pieno apprezzamento per il lavoro che le Forze dell’Ordine svolgono costantemente per garantire serenità e sicurezza al mondo del calcio. Ribadiamo il nostro grazie più convinto a tutte le Forze dell’Ordine che con spirito di sacrificio, e spesso in condizioni difficili e delicate, prestano il loro servizio a tutela dell’interesse generale, dentro e fuori gli stadi. In particolare, la gratitudine del mondo del calcio è rivolta agli uomini della Polizia di Stato e al Ministero dell’Interno che a tutti i livelli segue costantemente l’attività di prevenzione e di contrasto a ogni forma di violenza, con interventi che hanno già portato a risultati concreti e significativi, ma anche con scelte strategiche come la tessera del tifoso, che contribuirà a promuovere sempre più un clima di civile convivenza negli stadi". Più tardi lo stesso De Rossi ha chiarito: "Mi rendo conto di aver usato un'espressione infelice e me ne scuso, le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Non volevo mettere in discussione il ruolo delle Forze dell'Ordine, ho grande rispetto per l'impegno di tanti agenti e di tanti poliziotti che ogni domenica lavorano per garantire la sicurezza nel calcio".