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Il Governo interviene per cercare di fare chiarezza nel calcio italiano, dove sono ancora in sospeso i campionati di serie B e C. Ieri pomeriggio la giustizia sportiva era stata sostanzialmente esautorata dei suoi poteri, privata della sua giurisdizione sulle "controversie relative ai provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche", che dalla prossima stagione sarebbero diventate materia di "esclusiva giurisdizione del Tar del Lazio". 

Come si legge sulla Gazzetta dello Sport, questa norma avrebbe spazzato via i due gradi della giustizia federale e il Collegio di garanzia, consegnando tutto al tribunale amministrativo. Sarebbe stato un terremoto, soprattutto per la giustizia del calcio e avrebbe decretato il fallimento di una gestione commissariale fortemente voluta dal Coni. Il codicillo-bomba era contenuto, al comma 3 dell’articolo 41, nel Decreto Salvini approvato lunedì dal Consiglio dei ministri. A seguire le disposizioni sulla certificazione dei bilanci dei club calcistici di Serie A e B, arrivavano quelle che, di fatto, avrebbero azzoppato la giustizia sportiva italiana, a cinque anni dall’ultima riforma. 

Fino all’ora di cena, quando il comma 3 è stato accantonato, al termine di un incontro a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il presidente del Coni. Giovanni Malagò. Tregua, vedremo se definitiva o temporanea. "Con il sottosegretario Giorgetti – ha spiegato in una nota ufficiale il numero uno del Coni – stiamo concordando di trovare un percorso giuridico che possa garantire maggiore velocità e certezza a tutte le parti in causa nelle decisioni che hanno rilevante valore economico, come le iscrizioni ai campionati. Non c’è alcun provvedimento definitivo — assicura Malagò – ma il Coni sta ragionando su una soluzione condivisa col Governo". 

È la condizione che ha posto Giorgetti al presidente del Coni, con cui necessariamente deve restare in piedi un’interlocuzione, anche sulla candidatura olimpica: se lo sport italiano vuole evitare l’intervento unilaterale del Governo e arrivare a una soluzione condivisa, dovete impegnarvi rapidamente e seriamente a trovare soluzioni per un sistema che ha dimostrato, soprattutto quest’estate, di fare acqua da tutte le parti.
Il Governo non farà più concessioni. Del resto, senza troppi fronzoli, il sottosegretario, già nell’audizione in Senato in cui aveva decretato la "morte" della candidatura olimpica a tridente, era stato molto chiaro. "Il calcio ogni estate offre uno spettacolo indecoroso: se non è in grado di normarsi da solo, dovrà pensarci il legislatore".
Era l’annuncio di una svolta brutale. Contenuta nella bozza di decreto licenziata dal Consiglio dei ministri lunedì, ma non ancora inviata al Quirinale per il visto presidenziale. Un comma che interviene sul decreto legislativo 104 del 2010, quello che ha riformato la procedura amministrativa. In sostanza, si prevede la giurisdizione esclusiva del Tar del Lazio e la possibilità di appellare al Consiglio di stato i provvedimenti monocratici – come quello sul ricorso di Pro Vercelli e Ternana che recentemente ha fatto litigare il Tar con se stesso – "... nei soli casi in cui l’esecuzione del decreto sia idonea a produrre pregiudizi gravissimi ovvero danni irreversibili prima della trattazione collegiale". Precisazione che limiterebbe la finestra temporale delle controversie sulle ammissioni ai campionati, con cui il calcio italiano fa i conti ormai da tre mesi. Un tempo intollerabile, non solo per Giorgetti.


SERIE B e C - Il Collegio di garanzia del Coni ha deciso di depositare proprio ieri, a poche ore dall’udienza collegiale del Tar del Lazio, le motivazioni dei pronunciamenti con cui l’11 settembre ha respinto i ricorsi di Pro Vercelli, Ternana, Siena, Novara e Catania, dichiarando quello sul format "inammissibile" e l’altro sulle eventuali ripescate "improcedibile". Una mossa che potrebbe rafforzare la legittimità dei verdetti del Coni anche agli occhi del collegio della sezione Prima ter che stamattina a partire dalle 9.30 affronterà i ricorsi di Pro Vercelli e Ternana. Presiederà il giudice Germana Panzironi, a meno che non decida di astenersi come le hanno chiesto le ricorrenti, in virtù di una sua presunta parentela con la responsabile dell’ufficio legale della Coni servizi. 

Tre esiti possibili. Uno: il Tar respinge i ricorsi e tiene in vita i pronunciamenti del Coni, che ha spedito le cinque ricorrenti al Tribunale federale nazionale (udienza venerdì). 
Due: il Tar accoglie e rende pienamente legittime le nuove udienze fissate da Frattini per venerdì e lunedì, in cui il Collegio di garanzia a quel punto dovrà decidere nel merito. 
Tre: il Tar si spinge fino a indirizzare l’esito dei passaggi successivi, pronunciandosi sulla legittimità del provvedimento con cui il 13 agosto Fabbricini ha bloccato i ripescaggi e fissato il format della B a 19.

Ieri la Lega Pro ha deciso di interrompere la sospensione delle partite di C delle società ricorrenti (mentre restano ferme Entella e Viterbese), chiamate a scendere in campo già in questo weekend. Anche se fino a 24 ore prima non sapranno in quale campionato.