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    Degni di Diego al Maradona: una serata che entrerà nella storia del Napoli. Klopp non ci ha capito nulla

    Degni di Diego al Maradona: una serata che entrerà nella storia del Napoli. Klopp non ci ha capito nulla

    • Alberto Polverosi
      Alberto Polverosi
    Un delirio al Maradona. Quattro gol del Napoli al Liverpool, dentro una partita strepitosa che entrerà di diritto nella storia del calcio del club napoletano, una partita degna del nome dello stadio dove è stata pensata e realizzata. Tre a zero già alla fine del primo tempo, quando il risultato più corretto sarebbe stato cinque a zero. Il Liverpool annientato, demolita la sua spocchia, la sua superficialità. Qui Klopp ha sempre perso, quattro partite, quattro sconfitte. Spalletti ha indovinato tutto: formazione, strategia e perfino il cambio nel finale del primo tempo. Questa vittoria è sua quasi quanto lo è della squadra. Vedere un’italiana che sottomette un’inglese, per di più vice campione d’Europa, deve darci orgoglio e anche speranza. Il Napoli ha dimostrato che c’è una soluzione, una strada, per risalire.

    UN URAGANO - La squadra di Spalletti è entrata in partita come una furia, sorprendendo l’incerto Liverpool. I debuttanti in Champions erano gli azzurri (dieci fra titolari e panchinari), gli esperti erano i Reds ma la differenza si è capovolta. Meno di un minuto e palo esterno di Osimhen su lancio in profondità di Di Lorenzo. Ecco, Klopp avrebbe dovuto capire subito come avrebbero giocato i suoi avversari, andando a cercare lo spazio alle spalle della sua difesa, dove lo stralunato Gomez era già stato preso di mira. Quattro minuti e palla-gol di Zielinski, con tiro deviato da Milner con una mano. Rigore solare, ma è mancato il primo giallo a Milner. Dal dischetto 1-0 di Zielinski. Il Liverpool ha accusato subito il colpo, in Champions stava portando tutti i problemi già mostrati in Premier. Molle e involuto, quando le squadre di Klopp sono sempre l’esatto contrario.

    LA FURIA DEL NAPOLI - Nella squadra di Spalletti stava funzionando tutto: giocate di qualità, uscite rapide ed efficaci sugli esterni con Politano e Kvaratskhelia, guida sicura con Lobotka (imprendibile per Fabinho), aggressività potente (con aggiunta di tecnica come vedremo in occasione del 2-0) di Anguissa e la qualità di Zielinski. Il Napolo giocava con personalità e scioltezza, dava sempre l’idea di essere sicuro. Dietro, Rrahmani e Kim erano facilitati dall’insolita imprecisione di Salah, dall’insolita vaghezza di Firmino e dall’insolita emarginazione di Diaz. Al 10', ammonito Milner per un fallo su Anguissa: sarebbe stato il secondo giallo se Cerro Del Grande avesse preso il provvedimento giusto in occasione del rigore. Altri 7 minuti e altro rigore per un fallo netto di Van Dijk su Osimhen, che però dal dischetto si è fatto parare il tiro da Alisson, mentre la ribattuta di Di Lorenzo è finita alta.

    IL 2-0 DI ANGUISSA - La partita era chiarissima, ma il Liverpool non l’ha proprio capita. Il Napoli si difendeva con ordine, senza mai un filo di affanno e ripartiva come una fucilata. Dieci minuti dopo il rigore sbagliato, occasione ancora più clamorosa creata da Osimhen che ha soffiato la palla allo stordito Gomez, assist a porta spalancata per Kvaratskhelia ma tiro cacciato fuori di porta dalla respinta di Van Dijk. E’ sembrato che il Liverpool, scampato il secondo clamoroso pericolo, cominciasse a tirarsi su. Invece il Napoli, con una cattiveria da grande squadra, da squadra da Champions, l’ha punito ancora. Stavolta è stato Kvaratskhelia a portare via la palla al solito Gomez, tocco per Anguissa, triangolo spettacolare con Zielinski e Alisson battuto sul suo palo.

    IL 3-0 DI SIMEONE - Si è fatto male Osimhen (appena recuperato da un problema muscolare) e Spalletti ha preso la decisione giusta: non Raspadori ma un combattente come Simeone. Il Napoli non si è fermato e Kvaratskhelia, una belva scatenata, ha saltato di nuovo Gomez, e mentre Van Dijk non si è preoccupato di coprire la zona, proprio Simeone ha spedito la palla in rete. Il Maradona impazzito, il Cholito in lacrime: anche suo padre Diego aveva segnato con l’Atletico Madrid (una doppietta, addirittura) all’esordio in Champions contro la Steaua.

    IL 4-0 DI ZIELINSKI - Nell’intervallo Klopp ha tolto il disastrosissimo Gomez per mettere Matip, ma sono bastati altri due minuti per la doppietta di Zielinski in fondo a un’azione iniziata da Anguissa, rifinita da Simeone, conclusa la prima volta dal biondo polacco su Alisson e poi ripresa dallo stesso Zielinski con un terribile scavetto. L’ultima volta in cui i Reds avevano preso 4 gol in Europa era stato contro un’altra squadra italiana, la Roma il 2 maggio 2018. Sul 4-0 c’è stato un attimo di cedimento e Diaz ha segnato il primo gol del Liverpool con un “piazzato” dal limite dell’area. Era arrivato per il Napoli il momento di soffrire, Spalletti lo ha capito e ha cambiato gli esterni, con Zerbin e Lozano al posto di Kvaratskhelia (che aveva appena fatto una sgroppata di 70 metri palla al piede) e di Politano. Il tecnico voleva reggere la spinta, sempre più incessante, di Alexander-Arnold e di Robertson.

    ATTACCHI NUOVI - Come Spalletti aveva cambiato tutto l’attacco, così ha fatto Klopp poco dopo togliendo Salah e Firmino (spenti tutt’e due) per far entrare Diogo Jota e Nunez. Del trio offensivo dei Reds è rimasto solo Luis Diaz, l’unico nella ripresa a combinare qualcosa di decente, gol a parte. Ma se devi segnare tre gol in mezz’ora per pareggiare e togli Salah, vuol dire che la situazione è grave, molto grave. L’ultimo cambio di Klopp è stato il debutto dell’ex bianconero Arthur: il suo esordio con i Reds in Champions gli avrà ricordato i tempi tristi della Juventus...

    Napoli-Liverpool 4-1 (primo tempo 3-0)

    Marcatori:
    5' p.t. (r) 2' s.t.  Zielinski (N), 31' p.t. Anguissa (N), 44' p.t. Simeone (N), 4' s.t. Luis Diaz (L).

    Assist: 31' p.t. Zielinski (N), 44' p.t. Kvaratskhelia (N).

    NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera (29' s.t. Mario Rui); Anguissa, Lobotka, Zielinski (29' s.t. Elmas); Politano (12' s.t. Lozano), Osimhen (41' p.t. Simeone), Kvaratskhelia (12' s.t. Zerbin). All. Spalletti.

    LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Gomez, van Dijk, Robertson; Elliot (29' s.t. Arthur), Milner (17' s.t. Thiago), Fabinho, Elliott; Salah (17' s.t. Jota), Firmino (17' s.t. Nunez), Luis Diaz. All. Klopp.

    Arbitro: Del Cerro Grande (Spagna).

    Ammoniti: 10' p.t. Milner (L), 18' p.t. van DIjk (L),

    Espulsi: - 

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