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Marco Delvecchio torna a parlare dello scudetto vinto con la Roma venti anni fa. Ecco la sua intervista a Il Messaggero

Che ricorda di quel caldo pomeriggio dell'Olimpico.
C'era un clima surreale. E anche un po' il timore di non farcele, che il sogno svanisse. Nessuno di noi dimenticherà.

Quando lo avete capito? 
Beh, già l'estate, nel momento del raduno, quando ci guardavamo in faccia. Vedevo Batistuta, Totti, Emerson, Montella, allora sì, si poteva fare. C'erano calciatori di grande personalità, uomini veri. Juve-Roma è stata la foto di questo aspetto: sotto di due gol nella partita chiave, ed ecco la rimonta che non ti aspetti.

Vent'anni e in mezzo pochi successi.
E' un peccato, Roma merita di stare in alto, per la città che è, per la passione dei tifosi. Qui vinci e resti immortale, ma c'è bisogno di altro. Speriamo che Mourinho non ci lasci soli, e che faccia in modo che un'altra squadra raggiunga la soddisfazione che abbiamo vissuto noi.