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Diego Demme è arrivato a Napoli quasi in sordina, tra lo scetticismo iniziale dei tifosi. Doveva essere Lobotka l'innesto principale in mezzo al campo a gennaio 2020, ma alla fine a venire fuori, a diventare importante per la mediana azzurra, è stato proprio il tedesco. Napoli era nel suo destino, non poteva andare in modo diverso: ha lo stesso nome di Maradona, scelto dal padre di origini calabresi ma da sempre tifoso degli azzurri.

IL PERCORSO - Fin dai primi colpi ai piedi del Vesuvio ha dimostrato di poter diventare fondamentale per un centrocampo che aveva bisogno di maggior equilibrio. Proprio così è diventato indispensabile, trovando anche 3 gol in 39 partite, numeri atipici per il suo modo di giocare. La scorsa estate però ha rischiato di andare via. Diverse voci lo volevano lontano dal Napoli per approdare alla Fiorentina. Alla fine ne è stata compresa l'importanza ed è diventato centrale nel nuovo 4-2-3-1 di Gattuso. Qualche infortunio di troppo ne ha pregiudicato il rendimento, ma ogni volta che è sceso in campo ha dimostrato il suo valore.

CON SPALLETTI - Ora è iniziato un nuovo percorso, quello targato Luciano Spalletti. Demme sarà considerato ancora di più nel progetto. In primis restano le qualità del calciatore che è fondamentale sia in fase di interdizione che in impostazione. Ma anche per un mercato al ribasso, senza investimenti folli cercando di trattenere chi può e deve essere una risorsa in più. Spalletti in questi primi due giorni ha avuto modo di parlare con Demme più volte. Oggi a fine allenamento si è fermato qualche minuto a scambiare due parole con lui spiegandogli i movimenti che si aspetta dal suo regista. Sarà il centro del gioco del nuovo Napoli, pronto a puntare al rientro in Champions sotto la guida Spalletti.