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Non sembra proprio voler arrivare la sesta coppa del Mondo, per il Brasile. 2006, 2010, 2014, 2018, sempre favoriti, ma mai oltre i quarti di finale se si eccettua il torneo casalingo di 8 anni fa. Anche quello, però, terminato con una traumatica sconfitta per 1-7 contro la Germania al penultimo atto, il famoso Mineirazo. E pure nel 2022, il percorso della Seleçao si è fermato alla quinta partita, stavolta ai rigori. Come nel 1986, quando a mortificare i sogni brasiliani, sempre ai quarti di finale, fu la Francia di Platini. 

TRISTE PRIMATO - Dodici volte nella storia dei Mondiali il gol del vantaggio ai supplementari ha portato alla vittoria finale. Alla tredicesima, oggi, il Brasile è caduto infrangendo per primo questa sequenza. La Croazia ha vinto la sfida ai rigori dopo il pareggio di Petkovic, mandando in crisi la selezione ballerina di Tite, che lascia dopo due eliminazioni dolorose nelle ultime due spedizioni. 

NIENTE PIU' NEY? - Questo appena finito può essere stato il terzo e ultimo Mondiale per Neymar: 30 anni come Casemiro, ma una carriera sempre sotto pressione e la consapevolezza di non avere più molta strada davanti a sé: "Non so se avrò più la forza mentale per affrontare il calcio ad alto livello", affermava circa un anno fa in riferimento al post Qatar 2022. Per USA-Canada-Messico 2026, oltre che di un nuovo allenatore, potrebbe esserci bisogno di un nuovo leader tecnico "Non posso garantire nulla", la reazione a caldo del 10. Vinicius è avvisato. 
DIGIUNO STORICO - 20 anni dall'ultima Coppa del Mondo alzata al cielo, nel 2002 in Corea e Giappone con Ronaldo al suo apice. Dal 2006 al 2022, dal quadrato magico Ronaldo-Adriano-Ronaldinho-Kaka' al pentagono delle meraviglie Neymar-Richarlison-Raphinha-Vinicius-Paqueta'. Non basta neanche una difesa decisamente migliore rispetto a 16 anni fa, sembra proprio una maledizione. E nel 2026 saranno passati 24 anni, esattamente il tempo intercorso tra il 1970 e il 1994, terzo e quarto trionfo, entrambi in finale contro l'Italia. 

IL NUMERO DELLA DISCORDIA - 24 che, tra l'altro, è anche il numero dell'omosessualità in Brasile: questo si deve alla sua traduzione in portoghese, “veado“, simile a “viado“, termine con cui comunemente ci si riferisce a prostitute transgender. Per via di queste discriminazioni, i giocatori del Brasile spesso rinunciano a indossare la maglia con questo numero. Ma alla fine, sarà il 24 il numero al quale si appelleranno tutti i brasiliani nei prossimi 4 lunghi anni di attesa.