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Di Xavier Jacobelli,
direttore quotidiano.net

Claudio Ranieri è davvero un Uomo Derby: 3 su 4 con la Juve, 4 su 4 con la Roma, senza dimenticare che i tifosi dell'Atletico gli sono ancora grati perchè, con lui il panchina, i Colchoneros hanno vinto l'ultima sfida con il Real, stagione 1999-2000.
 
Ma è la sfida vinta stasera sul Milan che esalta l'Inter perchè consacra il grande lavoro del sessantenne tecnico romano che il 22 settembre scorso ha preso il posto di Gasperini e perchè la squadra ha vinto il primo scontro diretto con le Grandi dopom essere stata sconfitta da Juve, Udinese e Napoli.
 
Grazie al gol di Milito, Ranieri ha firmato la sesta vittoria consecutiva (con un solo gol al passivo), portandosi a 5 punti dai rossoneri e a 6 punti dalla Juve,  ora capolista imbattuta e solitaria nonostante il pareggio interno con lo splendido Cagliari di Ballardini.
 
Il derby non è stato nè bello nè avvincente nè spettacolare. Ma l'Inter l'ha vinto  con merito perchè ha creduto di più nel successo, perchè atleticamente sta meglio del Milan, perchè ha adottato la tattica più efficace: ha concesso la supremazia territoriale agli avversari per colpirli in contropiede, difendendo il vantaggio sino all'ultimo respiro. Adesso che Ranieri ha recuperato anche Snijder e fa il sibillino sul mercato ("Tevez? Mai dire mai", ha sorriso dopo il derby), quest'Inter è capace di tutto.
 
Il Milan paga una condizione atletica ancora imballata dopo la preparazione sostenuta durante la sosta, ma anche gli equivoci tattici legati ad Emanuelson, trequartista per ora inadeguato a una così grande squadra; a Boateng relegato in un ruolo tanto marginale quanto non suo, per colpa della posizione di Emanuelson; a El Shaarawy che meriterebbe di giocare molto di più e, invece, viene incomprensibilmente tenuto in frigorifero; a Pato che è stato molto protagonista fuori dal campo, ma, per ora, lo è ancora troppo poco in campo.
 
Altro che Tevez. A questo Milan manca tanto Cassano.