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Alessandro Diamanti, trequartista ex Bologna, Brescia, Palermo e Livorno tra le altre, è ora in Australia. E da lì parla al Corriere dello Sport: "Me la passo con un principe. Qua si lavora tanto di più e il calcio è giocato da grandi professionisti che corrono, corrono e non si fermano mai. E vanno tutti molto forte. Calcio molto fisico. Prendi la mia squadra, il Western United. Ci sono 23 ragazzi che spingono sempre a tutta, che vanno come delle spie. E' già allenarsi con loro è bello". 

SUL LIVORNO - "Ero un re per tutti? Per tutti no, lo ero per la città. Breda ha fatto le sue scelte, ritenendo che la squadra potesse crescere di più e sapesse prendersi maggiori responsabilità senza di me. Poi in fondo è vero, quando hai Alino finisci per dargli sempre la palla, con la speranza che possa costruirti qualcosa". 

BRESCIA-BOLOGNA - "Se potessi giocarla la giocherei col Bologna. Perché? Perché sono più legato che al Brescia. A Brescia sono stato bene, soprattutto Gino Corioni mi ha fatto stare bene. Era una grande persone, un pezzo importante del nostro calcio. Se alla fine andai in Nazionale fu merito anche suo. Balotelli? Ho capito la scelta di Mario, ma sappia che dovrà dare sempre il doppio, perché le aspettative su di lui sono grandissime e dopo l'infatuazione dei primi momenti Brescia gli chiederà di fare la differenza per poter sperare nella salvezza". 

SU MIHAJLOVIC - "Non ho parole per sottolineare la sua grandezza, la bellezza dei suoi pensieri e dell'esempio che ha dato a tutti noi. Io vorrei essere un giocatore del Bologna, e invidio tutti loro per questo, per potergli dare tutto me stesso ogni giorno negli allenamenti e la domenica in partita, perché una persona come Sinisa merita l'amore e la riconoscenza del mondo".