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Si chiama Tello, è colombiano, ha 18 anni, va su e giù per la fascia come un treno. In Italia è già venuto al Torneo di Viareggio, in quell'occasione stupì gli osservatori presenti. Esterno di destra, mille polmoni, quantità e qualità, non so se potremo paragonarlo a un nuovo Cuadrado.

La prima squadra di serie A a muoversi è stato l'Hellas Verona, prestito con diritto di riscatto e un pressing asfissiante. Poi, il sorpasso dell'Udinese che si era presentato con circa un milione e mezzo per prenderlo subito tutto, ma niente. L'Envigado, il club che ha lanciato anche Guarin, ha tenuto duro, forte del gradimento suscitato in tutta Europa per il suo gioiellino. 

Così, all'improvviso ecco la Juve. Che lo segue da un po', lo ha promosso a pieni voti e cerca un alleato con cui condividere l'operazione. Il Cagliari. Il sì di Marroccu arriva presto, Tello intriga e con Zeman può iniziare subito un percorso di lancio ideale per un ragazzo della sua età. Il posto da extracomunitario libero c'è, la volontà di chiudere anche, lo capisci dal fastidio generato quando la notizia della sinergia Juve-Cagliari diventa pubblica. 

Però, c'è un però. Da qualche giorno, l'Envigado è stato inserito nella lista Clinton. Cioè? Non può fare mercato, in teoria, sia in entrata che in uscita. Motivo? Perché la società sarebbe finanziata con i proventi del narcotraffico. Il suo presidente Gallego respinge le accuse, ma per il Dipartimento del Tesoro americano c'è una correlazione tra la sua società calcistica e l'Oficina, che di pallone proprio non si occupa e di cui Gallego è socio. In tutta questa storia, Tello aspetta e spera. Che il suo sogno possa comunque realizzarsi: lui preferisce correre, volare, ma solo per giocare. 

Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)

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