Un passo avanti e due indietro. Il percorso di Donnarumma segue sempre il medesimo copione, troppo spesso colpevole di errori che costano tanto al Milan. Era successo a Londra con l'Arsenal e in finale di coppa Italia contro la Juventus, è successo di nuovo in un derby dove l'Inter ha meritato qualcosa in più ma che sembrava ormai essersi incanalato sullo 0-0. Al 91' un portiere che vuole diventare il massimo rappresentante italiano della categoria non può leggere così male l'intervento su un cross dalla trequarti. Imperdonabile e inconcepibile ancora di più data l'importanza della partita. 

CRESCITA A RILENTO - Il rapporto sereno tra Raiola e la nuova proprietà statunitense, la fiducia di Mancini in Nazionale sembravano tutti elementi propedeutici alla crescita di Donnarumma. Nell'ultimo mese e mezzo si era visto un giocatore più concentrato e capace di gestire le proprie emozioni. Probabilmente era una mera illusione, perchè il 99 rossonero si è macchiato di un errore che potrebbe avere un peso specifico rilevantissimo nella corsa a un posto nella prossima Champions League. Il dubbio è che forse il livello di questo ragazzo sia proprio questo: forte sì ma non un fuoriclasse.  E il Milan ha bisogno di un portiere che riesca a infondere sicurezza ai compagni con continuità. 

SPAZIO A REINA - Il partito dei pro-Reina si fa sempre più forte e numeroso. Lo spagnolo merita una chanche anche in campionato e non può essere arrivato al Milan solo per fare il ruolo di chioccia nei confronti di un compagno talentuoso ma acerbo. La storia è piena di stagioni cambiate con l'avvicendamento, anche forzato, dei due portieri: quello tra Rossi e Abbiati permise al Milan di Zaccheroni di vincere uno scudetto inaspettato nel 1999. Probabilmente una panchina in più potrebbe scuotere Donnarumma, adesso la palla passa a Gattuso.