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Mario Draghi non esclude che la finale di Euro 2020 possa essere disputata in una sede diversa da Wembley. Il premier italiano, in una conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha risposto così a domanda sull'ipotesi di spostare la finale degli Europei da Wembley (Londra) all'Olimpico di Roma: "Mi adopererò affinché la finale degli Europei non venga disputata in Paesi dove i contagi stanno salendo rapidamente", riporta Calcioefinanza.it. Un chiaro riferimento al picco di contagi vissuto dal Regno Unito, dovuto alla variante Delta. "Non ci sono grossi problemi bilaterali che dobbiamo discutere, forse l’unica questione è quella delle nostre Nazionali di calcio. Abbiamo posizioni diverse ma siamo entrambi leali, e gli italiani giocano bene​", ha risposto Angela Merkel.



RISPOSTA UEFA - Dopo le parole di Draghi, è arrivata la risposta della UEFA in una nota ufficiale: "La UEFA, la federazione inglese e le autorità inglesi stanno lavorando a stretto contatto con successo per organizzare le semifinali e la finale di EURO 2020 a Wembley e non ci sono piani per cambiare la sede delle partite​".

GRAVINA - In precedenza, il presidente della Figc Gabriele Gravina era stato meno possibilista: "Non ci sono le condizioni per poter pensare, sotto il profilo organizzativo, ad una final four a Roma o a Budapest. Il fatto che a Budapest ci sia un ‘liberi tutti’ con 60mila spettatori e senza mascherine è un tema che sta attirando molta attenzione ma anche molta preoccupazione. Ci sono una serie di verifiche in atto per capire che tipo di effetti possa generare nell’arco dei 15 giorni. La Uefa non strizza l’occhio a Budapest ma ad altre realtà. Io sottolineo il grande senso di responsabilità che il nostro Paese ha posto per la tutela della salute dei tifosi. Noi speriamo in una leggera implementazione dei tifosi qui all’Olimpico per il quarto di finale (non ci sarà l’Italia che, nel caso, li disputerà a Monaco di Baviera, ndr), lo faremo con senso di responsabilità e continuando a testare per arrivare al 22 agosto con la partenza dei campionato con una percentuale di tifosi che consenta alle nostre società di programmare al meglio l’ingresso della propria tifoseria. Trasferta in Inghilterra della Nazionale? Stiamo facendo di tutto per far capire che la spedizione azzurra con il suo seguito possa ottenere una deroga alla norma della quarantena di cinque giorni. Altrimenti rischiamo di ridurre tantissimo il processo di comunicazione ma anche l’aspetto organizzativo".