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In più di un'occasione Alessio Romagnoli è stato accostato alla Juve, anche se poi una vera e propria trattativa non è mai nata. In più di un'occasione Federico Bernardeschi è rientrato in dinamiche di mercato legate al Milan, basti ricordare l'intreccio con Paquetà anche se poi il giocatore non ha mai aperto realmente alla cessione e il club rossonero non l'ha mai considerato una prima scelta. Ma il tempo passa e le situazioni cambiano. Oggi sia Romagnoli che Bernardeschi assomigliano più a un problema che a una risorsa per Milan e Juve, i loro contratti sono in scadenza al 30 giugno 2022 ed entrambi sono reduci da una stagione tutt'altro che esaltante a livello individuale. Così tutto quello che prima non sembra possibile o magari opportuno, ora può essere riscritto.
CI PENSA MINO – Da queste basi nasce quindi un'ipotesi a cui starebbe lavorando Mino Raiola, non uno qualunque in generale e nello specifico agente sia di Romagnoli che di Bernardeschi. Ma anche uomo chiave nelle dinamiche di mercato complessive di Milan e Juventus. Perché da una sola operazione potrebbero risolversi due problemi distinti, quello di Romagnoli e quello di Bernardeschi. Uno scambio sostanzialmente alla pari o pareggiata in altro modo (magari con un giovane di mezzo), con valutazione da poter concordare in base alle necessità che si presenterebbero a ridosso del 30 giugno, rappresenta oggi una soluzione tutt'altro che da escludere e di cui Raiola starebbe cominciando a parlare tra un rinnovo e l'altro col Milan (vedi Donnarumma e Ibrahimovic), tra un'idea di mercato e l'altra con la Juve (vedi Kean o Gravenberch). Restano tanti incastri ulteriori da individuare, l'ingaggio di Bernardeschi è alto (4 milioni netti a stagione) ma l'idea di rilanciarsi in rossonero potrebbe finalmente convincerlo a lasciare la Juve, l'affollamento ta i centrali bianconeri è ancora reale ma da tempo Romagnoli è stato individuato come un potenziale nuovo-Chiellini e nemmeno il vincolo con la Roma preoccupa particolarmente (30% sull'eccedenza di 25 milioni in caso di cessione). E allora se ne può parlare, allora se ne parlerà.