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Caro Leo Turrini, è un po’ un peccato che questa Olimpiade stia per finire...
“L’hai detto! È la più azzurra di sempre, come numero di medaglie e di gioie. Record assoluto, in 125 anni di storia dei Giochi. La 4x100 poi, miracolosa!  Puoi immaginare la prima conseguenza?”

Sentiamo.
“Malagò ha fatto meglio di Sua Eccelenza il Cavaliere Benito Mussolini a Los Angeles nel 1932. Lì e anche a Roma nel 1960 ci fermammo a 36 podi. Qui siamo quasi a quaranta è ancora non è finita! Vuoi sapere l’altra conseguenza?”

Esagera pure.
“Malagò ha avviato ufficialmente le pratiche in comune a Roma per cambiare cognome in Megalo’. Vediamo se la sindaca Raggi gli dice no anche stavolta, come fece per la candidatura dell’Urbe ai Giochi del 2024. Ma non parliamone più, meglio godere del presente”.

Te lo aspettavi, lì a Tokyo?
“No, sinceramente no. Io qua sono come Dario Fo quando gli dissero che aveva vinto il Nobel. Esterrefatto ed allibito”.
Pure la staffetta veloce sul gradino più alto...
“Ah, sto qui allo stadio e piango senza ritegno. Jacobs si sapeva, ma gli altri! Tortu poi è stato pazzesco, ha fatto un rettilineo alla Mennea. Sono contento per Filippo, tra l’altro ama Lucio Battisti come me. Come può uno scoglio arginare il mare della emozione? Io non ci riesco più “.

La marciatrice, il karateka, il quartetto...
“È tutto così bello che me ne frego se Zhang vende pure i pali della luce di San Siro della mia Inter...”