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La prima vittoria della Juventus è su Dybala e su quelli che, come noi, pensavano che liberarsene fosse un errore tecnico. Sono passati quasi 4 mesi dacché l’ad Arrivabene disse ai rappresentati del giocatore che la Juventus ritirava anche l’ultima offerta di rinnovo contrattuale, che metteva cioè alla porta il giocatore forse più amato dai tifosi tra quelli in organico. Una scelta coraggiosa, apparentemente molto rischiosa. Dybala come Baggio e come Del Piero, che però quando lasciò Torino aveva 10 anni più della Joya e la carriera di fatto già sostanzialmente finita.

Era il 22 di marzo e dopo 113 giorni, mentre la Juventus sta prendendo forma da un giorno all’altro, ed è una forma assai promettente, Paulo Dybala è ancora senza squadra. Scaricato dalla Juventus prima e dall’Inter dopo, relegato a ultima scelta dal Milan, piace al Napoli ma una trattativa non è mai nemmeno stata abbozzata, e parliamo delle 4 squadre che giocheranno la prossima Champions. Oggi Dybala sembra un po’ più vicino alla Roma, destinata all’Europa League, una Coppa che la Joya non ha mai giocato. Per un contratto che sarebbe grosso modo la metà di quello che la Juventus gli offriva un anno fa.
Ma non è di questo che vogliamo parlare. Qui è giusto sottolineare come nemmeno 113 giorni senza un vincolo siano stati sufficienti a Dybala per trovare un estimatore, sintomo che la scelta di Arrivabene (e Allegri) non era per nulla azzardata, ma condivisa dall’intero mondo del calcio: nessuno è riuscito a sposare il costo certo dell’operazione con i presunti benefici tecnici. Solo l’Inter – o meglio solo Marotta - aveva pensato a Dybala, ma se lo immaginava come sostituto di Lautaro Martinez. Non avendo venduto il Toro, la Joya è diventata inevitabilmente ingombrante, e non solo sul piano economico.

Dall’estero non c’è nulla, se non ipotesi maldestramente diffuse dal suo rappresentante. E questa è la cosa più strana e inattesa per un simbolo della Juventus, che evidentemente non è riuscito nei 7 anni in bianconero (e con l’impiego a singhiozzo in Nazionale) a costruirsi l’immagine del campione internazionale. Dybala oggi paga l’ingordigia di quando rifiutò quanto la Juventus gli offriva, ma soprattutto i suoi limiti di eterno inespresso, maledicendo il giorno in cui a Torino è sbarcato CR7. Ecco, forse è lì che comincia il tunnel da cui Paulo non è ancora uscito.
@GianniVisnadi