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Dzeko è l'incubo di Pioli: quella volta che un suo gol gli costò l'esonero

Dzeko è l'incubo di Pioli: quella volta che un suo gol gli costò l'esonero

  • Francesco Guerrieri
Nel 1995 Max Pezzali cantava "Il grande incubo", titolo del terzo album e canzone che ancora oggi cantano tutti dall'inizio alla fine. Oggi, a quasi trent'anni di distanza, il grande incubo di Stefano Pioli arriva da Sarajevo: si chiama Edin Dzeko, e nel derby di Milano dovrebbe partire dal primo minuto vicino a Lautaro Martinez. Incubo sì, perché nell'aprile 2016 l'attaccante segnò uno dei quattro gol con i quali la Roma vinse il derby che costò la panchina della Lazio a Pioli, poi sostituito da Simone Inzaghi che domani lo affronterà da avversario.

SLIDING DOOR - Corsi e ricorsi storici, intrecci col passato e voglia di riscatto da parte di Pioli che non se la passa tanto meglio rispetto a qualche anno fa. Quel giorno Dzeko segnò uno dei quattro gol giallorossi, il secondo: dopo El Shaarawy e prima di Florenzi e Perotti; derby a Spalletti e Pioli a casa. La prima idea era Bielsa, che andò anche a Roma per trattare con la Lazio. Tutto saltò perché Lotito non voleva uno staff così ampio come quello richiesto dall'argentino. La panchina andò a Inzaghi, che due estati fa arrivò a Milano, sponda nerazzurra. E sapete quella stagione 2015-16 la Lazio di Pioli contro chi la iniziò? Nei preliminari di Champions contro il Bayer Leverkusen di Calhanoglu, altro avversario di domani.

VITTIMA - Quest'anno Dzeko ha già segnato due gol al Milan, prima in campionato e poi in Supercoppa  a Riyad; c'è da dire però che nella stagione scorsa, in quattro partite - tre da titolare - non aveva mai timbrato il cartellino contro i rossoneri. Strano, perché dopo Sassuolo, Bologna e Atalanta è la squadra italiana alla quale il bosniaco ha segnato di più insieme alla Sampdoria. Dal derby di Roma a quello di Milano: Edin è il grande incupo di Pioli, che sette anni dopo cerca una rivincita per invertire la rotta. 

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