E se non avesse sbagliato nulla, proprio nulla, nella scorsa estate, il sig. Massimiliano Mirabelli, per poi completare, in autunno, l’opera con la geniale intuizione di mettere sulla panchina Gennaro Gattuso? La partita contro la Sampdoria è stato un grande spettacolo soprattutto sul piano estetico, oltre che naturalmente su quello pratico, con il Milan che finalmente incomincia a intravedere i fuggitivi. Il gioco è sgorgato fluente, a livello tecnico i disimpegni sempre eleganti, i palloni mai gettati in avanti, anche rischiando il passaggio difficile. Veniamo ai singoli. Le aperture di 40 metri di Hakan Calhanoglu hanno esaltato il pubblico di San Siro. La regia di Biglia, assistito da Montolivo, bravissimo nel duplice compito di frangi flutti e di ispiratore della manovra, è stata sapiente, continua, intelligente. Bonucci e Romagnoli hanno confermato quella saldezza difensiva fondamentale per rimontare punti in classifica. Max Bon è stato preso per essere il leader di questo gruppo. Il compito che sta ben eseguendo. Romagnoli si sta Nestizzando, partita dopo partita. Marco Fassone e  Massimiliano Mirabelli non hanno sbagliato quando hanno resistito alla possibile cessione di Calabria, in condizioni psicofisiche strepitose, come Bonaventura e Suso, utile anche a centrocampo. 

I dirigenti rossoneri stati decisi a chiudere la trattativa con Donnarumma. Magari anche Mino Raiola, sempre molto dubbioso sul futuro del Milan, sta ricredendosi, contento che il suo assistito giochi in una squadra giovane dalla ampie prospettive. A proposito di Gigio, mi auguro che l’opinione negativa sulla scarsa.. bontà dei suoi piedi possa finalmente cambiare. Contro i blucerchiati, ha messo quattro o cinque palloni sul petto dei compagni, lontani 50 metri, che nemmeno Rui Costa…. In attesa della crescita di Ricardo Rodriguez, lui sì più adatto a giocare nei centrocampo a cinque, crescita che il lavoro di Gattuso può certo garantire. In attesa del ritorno alla miglior forma di Kalinic, apro una parentesi su André Silva. I tifosi sulle tribune si sono beati nell’ammirare i suoi tocchi eleganti, le sue giocate maestose. "Lui è tornato" esclama già qualcuno. Quando dico “Lui”, sapete già chi intendo. Apprezzabile anche lo spirito di sacrificio di André, che Gattuso pretende e sta ottenendo dal portoghese. Sto già immaginando una finta al limite dell’area, con un tiro che si infila all’incrocio dei pali. L’urlo di San Siro si sentirebbe fino alla Grigna! Non ha ancora segnato una rete, ma i venticinque minuti di domenica sera sono stati il primo vero passo verso la consacrazione. Giovedì sera vale la pena andare a San Siro  proprio perché in campo  l’Etoile. 

Chiudiamo ancora con un tributo a Rino Gattuso, il lavoro del quale sta solleticando la curiosità di tanti importanti club europei. Nessuna paura. Fra qualche settimana, l’allenatore milanista firmerà il rinnovo del contratto, che lo legherà a questo Milan giovane per tanti anni. Alla fine del match, sono tornato a casa e ho messo le scarpe a asciugare, perché ancora sporche di neve. La neve dei 2917 metri del monte Olimpo, la casa degli dei, dove mi aveva portato il Milan in una fredda serata di febbraio!