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Torino-Cagliari a Torino, sotto un sole sardo e in una bella luccicanza (shining, ricordate il film?) della squadra sarda in classifica (più 4 sui conclamati granata di Mazzarri), è per il primo tempo quel che deve essere: e cioè la squadra di casa angosciata dalle sue 4-sconfitte-4 e quella in visita esaltata dal buon momento, a soltanto mezzo secolo dallo scudetto isolano di Gigi Riva e soci. E il primo tempo finisce come i tifosi granata non vogliono e quelli del Cagliari auspicavano al via: con il squadra sarda in giusto vantaggio e il timore degli amici del Toro che Mazzarri sbraiti (un classico) nell'intervallo e faccia entrare Zaza, uno che proprio con la curva Maratona non riesce a legare.

Allegrie di giornata, comunque, con Toro in crisi non ufficiale e Cagliari in giusta dose di saggezza e forza fisica per giocare fuori casa. Non capita nulla di serio, fra tanti andirivieni veloci, simpatici ma inconsistenti, per quasi tutto il primo tempo, con Nainggolan temutissimo, marcatissimo, così che al 40’ su na palla in area del Toro tutti guardano a lui e Simeone prende quasi comodo la palla, la smista a Nandez che segna facile. Con NKoulou che ha toppato il pallone che poteva essere suo, un errore in un primo tempo in cui ha tenuto in piedi la baracca granata, e con Sirigu che anche stavolta non ha niente da rimproverarsi, se non di essere sardo che tifa Cagliari ma con lealtà.

In 45' il Toro chiamato a vincere ha fatto un tiro sballato da lontano con Baselli e uno debole da vicino con Belotti servito da un errore dei difensori del Cagliari. Poi tanti passaggi indietro specie del Torino, come se il gioco rovesciato di Ventura (chi ricorda?) avesse lasciato il segno indelebile, tanta tonnara inutile e comuqnue non mai cattiva a centrocampo campo, confusione somma, e Iago Falque attesissimo al rientro pieno e però inconsistente.

Ripresa e c'è proprio Zaza al posto di Falque. E siccome il calcio è divinamente bislacco, lui segna, applauditissimo si capisce dalla Maratona, il pari del moscio Torino, di piatto su invito di Belotti come al solito bravo e caparbio nel portarsi avanti la palla, e persino preciso al centimetro nel passarla sottoporta. E' già il 24', prima ci sono state cosucce gonfiabili solo con tanta fantasia, come un mezzo rigorino chiesto dal Cagliari, un salvataggio da suo personale copione eroico di Sirigu, l'ingresso pallido di Verdi per Djidji, attaccante per difensore ma niente di cambiato. Il Cagliari comunque tiene in mano la partita, e gioca persino meglio: non abbastanza per vincerla ma abbastanza per non correre rischi, anche perché un contropiede di Belotti con tiro finale di Verdi sulla traversa è pleonastico, visto il fuorigioco di partenza.

Entra Castro per Nandez, Castro che il Toro voleva ai tempi del mercato (poi è stato Verdi, amen). Il Cagliari con Cigarini, Coppitelli e Pellegrini regge sicuro, Belotti spara a salve sul portiere sardo, Sirigu continua a respingere tutto, il pari è in fondo tanto giusto quanto sciapo, azzimo. Per la squadra sarda un passo avanti, per quella piemontese un passo indietro, eppure Toro e Cagliari hanno fatto un punto per uno, in uno stadio con spettatori tanti sardi: il calcio è così, il più bel gioco pazzo del mondo, il più assurdo sport dell'universo.

IL TABELLINO

Torino-Cagliari 1-1 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 40’ p.t. Nandez (C), 24’ s.t. Zaza (T)

Assist: 24’ s.t. Belotti (T)

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji (14’ s.t. Verdi); De Silvestri, Baselli, Rincon, Aina (34’ s.t. Laxalt); Falque (1’ s.t. Zaza), Ansaldi; Belotti. All. Mazzarri. 

Cagliari (4-3-1-2): Olsen; Faragò, Ceppitelli (37’ s.t. Klavan), Pisacane, Pellegrini; Nandez (29’ s.t. Castro), Cigarini, Ionita; Nainggolan (35’ s.t. Rog); Simeone, Joao Pedro. All. Maran.

Arbitro: Fabbri

Ammoniti: 20’ p.t. Mazzarri (T), 11’ s.t. Nainggolan (C), 22’ s.t. Ansaldi (T), 28’ s.t. Ceppitelli (C), 33’ s.t. Cigarini (C), 46’ s.t. Rincon (T)