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Il rock è morto, lunga vita al rock. L'estate sta finendo e già abbiamo l’evento live outdoor del 2019. Ed Sheeran, star del pop mondiale, arriverà a giugno in Italia a riempire lo Stadio Olimpico a Roma (16, il giorno in cui inizierà l'Europeo Under 21 fino alla finale del 30 giugno a Udine), San Siro a Milano (19) e l’Arena del Visarno a Firenze (14). Quest’ultima data, in occasione del Firenze Rocks, ha già scatenato sui social le proteste dei cultori del rock vecchio stile, abituati su quel palco a vedere icone come Eddie Vedder, Foo Fighters, Guns ’n’ Roses, Aerosmith, Iron Maiden. 

Già piovono le proposte per un cambio del nome dell’evento in Firenze Pop. Proteste accettabili ma non del tutto condivisibili. Perché, può piacere o non piacere, ma ormai i tempi sono cambiati da tempo e uno come Ed Sheeran (nella foto in una partita allo stadio dell'Ipswich) la musica la sa fare: influenze folk, grande eclettismo, polistrumentismo, spettacoli da one man band perfettamente a proprio agio in un tour mondiale in solitaria e, ovviamente, anche molta furbizia nel saper trovare i ritmi semplici e pop al punto giusto per far impazzire il pubblico e regalare concerti spettacolari. Tanto che Tiziano Ferro racconta con orgoglio il coronamento del sogno di aver scritto con il cantautore di Halifax un brano per Andrea Bocelli. Quindi niente polemiche o inutile diffidenza naif, grazie. Prendiamoci Ed Sheeran e pensiamo che in Italia il pop che piace coincide con Amore e Capoeira di Giusy Ferreri, dominatrice di classifiche e dei Wind Music Awards, Baby K e Rovazzi. 
Per la qualità rock, quella vera e pura, poi c’è sempre spazio per nostra fortuna, a partire dai primi iconici headliners annunciati per il Festival di Firenze: i Cure che suoneranno il 16 giugno, quasi un anno dopo il live dello scorso 7 luglio ad Hyde Park. Spettacoli paragonabili? Non scherziamo. Robert Smith e compagni hanno fatto la storia con un mix post punk e new wave nato nelle più squallide sale prove e nei sobborghi del Lancashire per conquistare il mondo, laddove Ed Sheeran è stato costruito a tavolino dai guru del marketing musicale per dominare le classifiche partendo da studi di registrazione multimilionari. 

Tutto ciò però non può sminuire il valore dei Festival musicali italiani, sempre più in linea con i grandi raduni europei per nomi e organizzazione. Firenze Rocks (dove quest’anno si vocifera possano esibirsi anche i Muse e, perché no, anche i Kiss con il loro tour mondiale d’addio alle scene), Milano Rocks, I Days, Home Festival (che il prossimo anno raddoppia, a Treviso e Venezia) sono esempi di come si possa tornare grandi con la giusta dose di programmazione ed emulazione di virtuosi modelli provenienti dall’estero. L’Italia torna in voga nello scenario europeo, nella musica come nel calcio, dove con Cristiano Ronaldo e il ritorno della pazza Inter in versione Garra Charrua la musica forse è finalmente cambiata.