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The Chosen one”, questo è il soprannome di Edgar Berlanga, un pugile di 23 anni nato a Brooklyn ma con origini portoricane che compete nella categoria supermedi. Soprannominarsi “il prescelto” può sembrare un eccesso di sfrontatezza per un ragazzo così giovane nel mondo del pugilato, eppure per quanto riguarda Berlanga, sembra essere assolutamente perfetto per descriverlo. Il 23enne infatti si sta facendo conoscere nel mondo della boxe grazie ad una impressionante serie di vittorie, sedici consecutive, ma non è tutto. Le diverse vittorie, ed è questo il dato che colpisce gli esperti e gli appassionati di questo mondo, sono arrivate tutte per k.o. durante il primo round. In ogni singolo match da lui vinto, non si è mai disputato il secondo round, un risultato incredibile. 

Questi successi, oltre a far conoscere Berlanga al grande pubblico, hanno instaurato una sorta di timore reverenziale degli avversari nei suoi confronti. Un esempio? Ulises Sierra, l’ultimo sfidante del ragazzo di Brooklyn, battuto anche lui al primo round come detto in precedenza, per accettare di battersi sul ring ha richiesto un importante aumento dell’ingaggio, anche se le cifre esatte non sono state rivelate ufficialmente dai vari entourage.
Questo modo di combattere e vincere rende Berlanga una minaccia per gli avversari e allo stesso tempo non soddisfa completamente il suo allenatore Andre Rozier. Intendiamoci, tutti gli allenatori vorrebbero vedere il proprio atleta stravincere e dominare in questo modo, ma quel che turba maggiormente Rozier è il non aver potuto valutare la tenuta del suo pugile sulla lunga distanza. Lo stesso vale anche per gli organizzatori dei match, che vorrebbero vedere incontri di maggiore durata e meno scontati così da favorire l’interesse del pubblico. L’obiettivo per il futuro sarà proprio quello di trovare avversari in grado di resistere per più di un round sul ring insieme a “The Chosen one” Edgar Berlanga, ma la sensazione è che di questo ragazzo ne sentiremo ancora parlare.