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Il cantante Stefano Belisari, in arte Elio, si è auto-intervistato per il quotidiano Libero nella giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo: "C'è solo l'Inter? Non ho mai scritto una canzone d'amore per una donna, ma per l'Inter sì... Gli Elio e le Storie Tese non si sono sciolti, ma abbiamo smesso: è diverso. Siamo ancora amici e stiamo insieme, ma a un certo punto abbiamo pensato che non avevamo altro da dire. Ora, dopo un anno di pandemia, ci siamo un po' rotti le balle... Stiamo valutando di tornare a suonare, ma solo se ci sarà qualche cazzata da fare per cui ne valga la pena. Oggi i nostri primi album verrebbero massacrati dai perbenisti, i social non perdonano. E' l'era delle fake news. Se vai a vedere hanno sempre come obiettivo un vantaggio personale. È il vero problema dell'Italia: il bene personale viene messo davanti al bene collettivo". 

"Internet è nato come uno strumento di libertà, ma sta facendo esattamente l'opposto. Dà voce a chi urla di più. E chi urla di più, nella mia esperienza, non corrisponde mai a chi dice la cosa più intelligente. Io, pur essendo paladino della libertà assoluta, sono convinto che internet andrebbe regolamentato, esattamente come il traffico. Cioè, non è che siccome viviamo in un Paese libero allora uno può andare contromano. E non chiamiamola trasgressione. Oggigiorno il massimo della trasgressione è diventato parlare italiano corretto, seguito a ruota da sposarsi e stare insieme 40 anni. Quella sì che è una roba per pochissimi... L'altro giorno ho esternato una cosa che mi sembrava sacrosanta: 'Vaccinate i bambini autistici, aiutate loro e le loro famiglie che in Italia sono migliaia e migliaia'. I no vax mi hanno attaccato: 'Anche tu sul carrozzone dei vaccini!'. Altri erano furibondi: 'È il vaccino che genera l'autismo!'. Altri ancora si sono indignati: 'Parli di bambini con l'autismo e escludi il resto dei disabili!'. Ma il motivo è semplice: tratto solo la materia che conosco". 

"Mio figlio è autistico, ha 11 anni. Ma io, credimi, non lo faccio per me, noi in famiglia ce la caviamo bene. La mia esperienza mi ha portato a conoscere decine di migliaia di drammi veri, non Corona che fa lo sciopero della fame, gente che ha la vita distrutta, paralizzata per colpa di uno Stato che non fa niente se non propaganda il 2 aprile. E' una giornata importante, ma temo che si possa trasformare nel solito appuntamento inutile. So come vanno certe cose. Finirà con quelli che hanno il mio problema che parleranno di quanto la loro vita stia andando male con quelli che hanno il mio problema. Un bel circolino condito da politici che vengono a sciacquarsi un po' la coscienza. Poi, il 3 aprile, si ricomincia da zero". 
"In Italia non esiste neanche un censimento dei ragazzi con l'autismo. Il massimo che fanno in parlamento è parlare di Pet Therapy. I politici - ma non solo loro, tutti quanti - credono che aiutare significhi isolare i bimbi e lasciare che la famiglia, come dire, respiri. Ma quello non è aiutarci, significa non aver capito niente. I bambini autistici possono imparare a vivere, a parlare, ma per farlo devono essere seguiti appena il problema si manifesta e da chi ha competenze specifiche attraverso la terapia comportamentale. Non dai diplomati dell'Isef. Ci sono famiglie che dopo lotte indicibili riescono ad avere un qualche tipo di sostegno. Ecco, nel 99% dei casi si traduce in un neo laureato nelle materie più disparate e senza alcuna competenza. Gli portano il té, li accompagnano... Meglio di niente, ma così non li stai aiutando, li condanni a una non-vita. Noi ci siamo presentati davanti alla Commissione che doveva stabilire se mio figlio fosse o non fosse autistico. Sai da chi era presieduta? Da un otorino. Ma cosa cazzo ne sa un otorino! Mi vergogno a dirlo, ma mi sono incazzo come una bestia, mi sono messo a urlare. Dopo un anno mi hanno risposto e ora, attraverso sforzi disumani - perché otto ore di riabilitazione al giorno sono tante, credimi - mio figlio parla, ha degli amici, va a scuola. Ma per ogni successo ci sono migliaia di bambini che vengono lasciati senza sostegno, abbandonati. È lacerante...". 

"L'80% delle coppie con un figlio autistico si separa, non regge, sono numeri certificati. Oppure ci sono i genitori che scappano, spariscono letteralmente per non affrontare la malattia. Altri si suicidano e sono tanti. Infine ci sono quelli che si rassegnano, scelgono di negare il problema. Mi è capitato di chiedere ad alcuni genitori 'come va con tuo figlio?'. Ti rispondono 'bene'. E tu gli dici 'ma non parla...'. Ti rispondono 'beh, parlerà...'. Lo Stato non aiuta ad affrontare l'ostacolo? Allora meglio far finta che non esista. Poi un giorno i genitori muoiono e i figli restano da soli. Abbandonati e senza strumenti. È anche per quello che pretendo i vaccini: se spariscono i genitori, spariscono anche i figli. Draghi dovrà fare i conti con le 'divisioni', quella cosa che ti obbliga ad accontentare uno, ma anche l'altro. E così è impossibile far vincere la competenza".