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Quinta sconfitta su nove partite: basta questo dato per fotografare il momento del Milan. Anche se incerottata e stanca dopo il giovedì europeo, la Roma è troppo forte per questa squadra che infatti lotta, sfiora il pareggio ma alla fine soccombe. Tutto normale purtroppo. Nessuna sorpresa. Piuttosto bisogna chiedersi come mai il Milan ha una squadra nettamente più scarsa dei giallorossi nonostante i 400 milioni spesi negli ultimi 3 anni a fronte di una Roma che cede ogni estate i suoi pezzi migliori. 



Su questo dovrebbero interrogarsi i numerosissimi dirigenti strapagati che si sono alternati in questo triennio da incubo, su questo dovrebbe interrogarsi la proprietà, ammesso che ce ne sia una. Ma su questi temi di risposte vere non ne avremo mai, quindi tanto vale pensare al presente e a questa squadra che deve pensare a battere la Spal e le altre squadre della parte destra della classifica per evitare una primavera “rovente”.

Pioli serve a questo. Non ad altro. Dovevate diffidare di chi vi raccontava che il nuovo tecnico avrebbe provato a conquistare la zona Champions League. Morale: a Roma il Milan fa la sua partita, con tutti i suoi difetti e alla fine la perde. Inevitabilmente. La sensazione è che se la Roma fosse stata in palla e con tutti i suoi titolari sarebbe finita malissimo. Gli aspetti più preoccupanti visti all’Olimpico sono quelli legati alla mancanza di concentrazione soprattutto, per esempio, sui tappeti rossi stesi a ogni calcio d’angolo avversario. Con un portiere normale al posto del fenomenale Donnarumma sarebbe finita molto prima.

Oltre a Gigio dell’Olimpico Pioli deve salvare la prestazione di Theo Hernandez e la conferma che il criticatissimo Suso, come diceva lo stesso Pioli, è uno dei meno peggio. Dall’altra parte l’ex tecnico nerazzurro ha avuto la certezza che due come Conti e Biglia non sono più proponibili. Purtroppo per i tifosi del Milan le cose peggiori non le hanno viste ieri a Roma, ma le cose peggiori sono quelle che diranno i dirigenti all’assemblea di oggi.

Uno sprofondo senza fine.