196
Continua a far discutere l’avvertimento - una velata minaccia - di Gazidis ai tifosi del Milan: voi ci contestate ma abbiamo salvato la società dal fallimento, senza Elliott sareste finiti in serie D. Ha chiesto riconoscenza, ha quasi fatto capire che non è il caso di tirare troppo la corda. Solo che la verità non è quella che l’amministratore delegato del club rossonero racconta. O meglio, lo è solo in parte. In minima parte, diremmo.

E’ vero che, senza l’intervento di Elliott, il Milan sarebbe quasi certamente fallito a causa dell’incapacità di Yonghong Li di far fronte agli impegni assunti. Ma è altrettanto vero che il rischio di default era praticamente azzerato dal fatto che il fondo di Singer - sulla cui solidità non ci sono dubbi - non aveva alcun interesse a far morire il club rossonero. Se lo avesse fatto, ci avrebbe rimesso gli oltre 350 milioni di euro messi a disposizione dell’ex proprietario cinese. Al contrario, rilevando la società, può specularci: se riuscirà a valorizzarla la venderà a un costo decisamente superiore rispetto a quanto versato a Yonghong Li. E, anche se avesse deciso di cederla nel momento stesso in cui quest’ultimo è risultato inadempiente, avrebbe certamente ottenuto un guadagno dall’operazione.

Elliott, sia chiaro, non ha fatto alcunché di scorretto o - tanto meno - di illegale. Si è semplicemente comportato come un fondo di investimento: ha pensato al profitto e sta lavorando per massimizzarlo. Di sbagliato c’è il messaggio usato da Gazidis per provare a terrorizzare i tifosi del Milan. Così l’amministratore delegato rossonero intende stravincere: ci vogliono guadagnare e pretendono pure che i tifosi li ringrazino. Mah.

@steagresti