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Lo avevamo in qualche modo anticipato la scorsa settimana. Nonostante la salvezza e una stagione contrassegnata da imprese davvero uniche nella storia azzurra, era tutt'altro che scontata la permanenza di Aurelio Andreazzoli sulla panchina dell’Empoli nella stagione 2022/23. E così è stato. La decisione l’ha presa direttamente il numero uno azzurro Fabrizio Corsi, da lui stesso definita “sofferta ma ponderata”. Dall’esterno la cosa sta quasi facendo scalpore ed è anche comprensibile, ma tra tutti gli addetti ai lavori che frequentano o hanno frequentato il Castellani, compreso l’ex dirigente azzurro Pino Vitale, stupore non ce n’è stato. A far incrinare il rapporto o comunque la stima che il presidente aveva del suo tecnico è stato il girone di ritorno, contraddistinto da una serie infinita di risultati consecutivi senza vittorie. I successi su Napoli e Atalanta sono valsi soddisfazioni importanti, ma resta un periodo preoccupante senza i tre punti che in un campionato “normale” sarebbe potuto costare caro. Ed è quello che in previsione Corsi ha preferito provare ad evitare, forse consapevole anche di dover praticamente rifondare, tra prestiti finiti e cessioni inevitabili, ancora una volta la squadra. Andreazzoli ha dimostrato di saper dare un’identità e un gioco apprezzabile alla sua squadra, ma anche di essere un integralista che difficilmente scende a compromessi, capace di arrivare al risultato solo e soltanto attraverso il proprio credo.
Il bel gioco c’è stato, anche le soddisfazioni su campi fuori target per la storia azzurra, ma anche 70 gol subiti e diverse imbarcate. Non sarebbe stato facile per l’Empoli costruire una squadra competitiva con i crismi voluti da Andreazzoli ed è forse anche questo uno dei motivi che hanno convinto Corsi a puntare su altro. Adesso la palla passa proprio alla dirigenza, che praticamente si è presa la responsabilità di "decidere come salvarsi", a prescindere dal tecnico (che a meno di clamorosi cambi di direzione sarà l’ex Venezia Paolo Zanetti) e dai giocatori che arriveranno. Ancora è molto presto per fare qualsiasi tipo di ragionamento, figuriamoci di pronostici. Di certo c’è che due compagini come Cagliari e Genoa, che per piazza, blasone e solitamente anche organico prenotano sempre un posto al di fuori della zona retrocessione, quest’anno non ci saranno e almeno sulla carta l’Empoli potrà partire avvantaggiato rispetto alle neopromosse e magari anche sulla stessa Salernitana e sullo Spezia che anche in questa finestra non potrà fare mercato. Con le suggestioni però ci si fa poco, niente anzi, per cui adesso c’è grande attesa per vedere come Accardi e gli uomini mercato azzurri si muoveranno per allestire una squadra che possa quantomeno ripetere l’obiettivo centrato dal buon Andreazzoli.