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Quella buca la ricordano tutti, addirittura più del suo gol, che valse il pareggio del Toro contro la Juve in quello che, nel 2001, si chiamava ancora stadio 'Delle Alpi'. Riccardo Maspero ha trascorso tre stagioni in granata, collezionando 62 presenze e segnando dieci reti: quella contro i bianconeri, in quel derby del 14 ottobre, è stata una rete importante, segnata appena dopo quattro minuti dal suo ingresso in campo. Eppure nella memoria di ogni tifoso granata resta quel rigore sbagliato da Salas, col... contributo del fantasista del Toro. Maspero, in esclusiva per Calciomercato.com, rivive le emozioni di quella sfida.

Maspero, chissà quante persone, in questa settimana, le avranno chiesto di raccontare ancora una volta quell'episodio ormai lontano più di undici anni…
'Ma è un piacere ricordarlo. Era stata una partita strana: in mezz'ora eravamo sotto per 3-0, poi nella ripresa è successo qualcosa. Abbiamo rimontato e io segnai il gol del pareggio. A quel punto, una volta visto assegnare quel rigore pensai che non potevamo perdere quella partita e dovevo fare qualcosa…'.

E iniziò a 'scavare'...
'Tutti protestavano, ma io non ho mai visto un arbitro cambiare una sua decisione su un rigore assegnato. Non volevo nemmeno essere ammonito per proteste: c'erano già tanti miei compagni a parlare col direttore di gara. E allora, da rigorista, mi avvicinai al dischetto, calcando un po' su quella zona, ben sapendo che avrei potuto disturbare chi avrebbe calciato'.

E Salas ci cascò puntualmente.
‘Mise il pallone proprio lì, calciando di collo pieno: la palla ovviamente si alzò clamorosamente, ma c'è da dire anche che l'attaccante della Juve si era anche coordinato molto male, a mio avviso’.

L'episodio rimane impresso nella mente di tutti, forse anche più del gol del 3-3 che lei ha segnato.
'E' stato l’episodio più chiacchierato, è vero, ma io quel gol del pareggio me lo tengo stretto e me lo coccolo. Era stata una soddisfazione importante, come solo un gol sotto la Maratona può essere'.

Sono passati più di dieci anni da quel derby: secondo lei è cambiato il significato di questa partita?
'Beh, innanzitutto è strano che non ci sia ancora il tutto esaurito per una gara del genere. Per il resto non saprei: io dico solo che, avendo giocato anche il derby di Genova, senza nulla togliere a nessuno, quello di Torino ha un sapore diverso. Genoa e Sampdoria, bene o male, sono sempre state squadra di quasi pari livello: qui, invece, la Juve è sempre stata piena di campioni e il Toro doveva sempre contare sul proprio cuore e sull'orgoglio di voler battere i favoriti'.

D'altronde battere i più forti ha sempre un sapore speciale.
'Certo, perché ti assicura maggiori soddisfazioni. Noi comunque in quella stagione, quella del 2001-02, eravamo una buona squadra e non a caso arrivammo in Intertoto. Anche nel derby di ritorno riuscimmo a non perdere'.

Prima il Toro e poi la Fiorentina: la sua carriera ha una spiccata predominanza anti-juventina.
'Eppure è un caso. Io sono cresciuto nelle giovanili della Cremonese, che era un feudo bianconero. Non c'è un astio particolare nei loro confronti, anche perché da professionista dovevo guardare altri aspetti. Per esempio, della Juve si diceva vincesse per i favori arbitrali, ma credo che alla fine della stagione questi si compensino e basta guardare le loro formazioni di quel tempo per capire una cosa: vincevano perché erano i più forti'.

E oggi come vede il Toro? Sta rispettando programmi e pronostici, secondo lei?
'La squadra di Ventura avrebbe meritato qualche punto in più, a mio avviso. Ha giocato quasi sempre molto bene e la classifica non rispecchia tutto questo. Credo inoltre che la rosa abbia giocatori molto buoni, come Gillet, Santana e Barreto'.

Cosa manca a questo Toro, allora?
'Per fare il salto di qualità servirebbe maggiore personalità a centrocampo ma, ripeto, la squadra comunque è buona'.

Un pronostico secco per domenica?
'E' dura farlo. Però penso che il Toro abbia a disposizione due risultati su tre e spero che impedisca alla Juve di festeggiare lo scudetto nel nostro stadio'.