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Niente da fare per il calcio italiano, che incassa un'altra pesante sconfitta fuori dal campo. Oggi a Ginevra si è svolta la cerimonia di assegnazione degli Europei 2016. Il voto dell'Uefa ha premiato la Francia, che come previsto ha avuto la meglio sulle candidature di Turchia e Italia. L'Italia esce distrutta, moralmente ma anche a livello di numeri. La bocciatura è arrivata già al primo turno: nella prima votazione, infatti, in cui ciascun membro ha indicato l'ordine delle tre preferenze, con un sistema che prevede 5 punti per la Federazione prima indicata, 2 punti per la seconda e 1 punto per la terza, la Francia ha totalizzato 43 voti, mentre la Turchia 41 e l'Italia solamente 23 ed è stata eliminata. Questi i voti nel dettaglio dei 13 giurati: Prima votazione: per l'Italia 1 voto come prima (Malta), 6 come seconda, 6 come terza. Francia 7 come prima, 2 come seconda, quattro come terza ,.Turchia 5 come prima , 5 come seconda 3 come terza. Al ballottagio ha vinto 7 a 6: il maltese aveva votato Italia ha dirottato il suo voto sulla Turchia. Il presidente dell'Uefa, Michel Platini ha commentato: "Euro 2016 è un gran sollievo per la Francia, che ne aveva bisogno per rifare gli stadi e competere con gli altri paesi. Avevamo 3 straordinarie candidature, questa elezione dimostra che la Uefa è democratica. Se il presidente fosse un despota, il risultato sarebbe stato 13-0-0". Ecco invece le considerazioni del presidente della Figc, Giancarlo Abete: "C'è amarezza, ma anche serenità. Pur se sfavoriti, ci siamo giocati le nostre carte e accettiamo la decisione dell’Esecutivo. Vorrà dire che saremo più liberi di fare la nostra politica sportiva internazionale, non dobbiamo nulla a nessuno. La nostra era una candidatura seria, avevamo lavorato a un dossier di qualità, abbiamo fatto una presentazione positiva. Evidentemente non siamo riusciti a trasferire la volontà di organizzare in Italia un campionato aperto a tutti i paesi europei, sono probabilmente prevalse altre indicazioni. Ringrazio il Governo, il Coni, tutta la struttura Figc, il Consiglio Federale, Paolo Maldini che ci ha testimoniato ancora una volta quanto sia affezionato al calcio italiano. Dobbiamo andare avanti a testa alta, pur se siamo amareggiati e delusi. L’Italia calcistica è abituata a gioire, ma è normale che qualche volta si soffra".