2

Mino Favini ha compiuto 77 anni e li ha festeggiati lavorando, come sempre, a Zingonia. E' questo il suo regno, lo splendido centro sportivo dell'Atalanta che Antonio Percassi ha portato a livelli di eccellenza europea. Dell'Atalanta,  Favini incarna lo spirito e i valori più preziosi: serietà, rigore, organizzazione, programmazione.

Nel giugno 2010, quando lo stesso Percassi rilevò la società dalla famiglia Ruggeri, per gettare le basi del rilancio puntò subito sulla conferma del signore di Meda, il miglior scopritore di talenti degli ultimi trent'anni del calcio italiano. Coniugare la crescita umana e culturale dei ragazzi con lo sviluppo delle loro qualità calcistiche: è sempre stato questo lo scopo più importante del lavoro di Favini e dei suoi collaboratori.

Alla fine del 2012, il sito Sportingintelligence.com ha pubblicato lo studio realizzato attingendo all'impressionante mole di dati presenti nei database dello svizzero Football Observatory. Argomento: il lavoro delle società calcistiche mondiali che hanno contribuito allo sviluppo, nella fascia d'età 15-21 anni, dei calciatori presenti nelle rose dei club in lizza nei più importanti tornei europei: Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1.

L'Atalanta è risultata il primo settore giovanile d'Italia e l'ottavo assoluto in Europa. Particolare non irrilevante, nelle prime 15 posizioni non figurano altri club tricolori.

 

L'elenco dei giocatori che Favini ha lanciato, prima al Como e poi all'Atalanta, è impressionante. Basta citarne solo alcuni: Vierchowod, Borgonovo, Pari, Fusi, Invernizzi, Centi, Simone (preso per 60 milioni di lire dal Legnano e rivenduto dal Como al Milan per 8 miliardi), Didoné, Notaristefano, Morfeo, Locatelli, Tacchinardi, Pazzini, Montolivo, Rossini, Zauri, Pisani, Donati, Bellini, Christian e Damiano Zenoni, Motta, Piermario Morosini, Bonaventura, Consigli, Agazzi, Colombi, Gabbiadini. 

Fra i suoi allievi più brillanti figura Cesare Prandelli, al quale, Favini fece una promessa prima dell'Europeo 2012: se vai in finale, vengo a Kiev. E' stato di parola. 

Due anni prima, quando l'ex tecnico delle giovanili nerazzurre prese il posto di Lippi dopo il disastro sudafricano, Favini disse: "Se c'è un tecnico che può ricostruire la Nazionale puntando sui giovani questi è Prandelli". Mino ci aveva visto giusto anche quella volta. 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com