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Forse esiste un popolo tranquillo anche se appassionato. Un popolo, tanta gente moderatamente educata, gentile con se stessa forse c'è. Un popolo sereno al fondo anche quando gli girano, gente che conosce la dimensione delle cose e non ignora l'auto ironia. Un popolo che smoccola ma anche sorride. Forse gente così c'è e forse è tanta gente. Forse.

Di sicuro questo popolo se c'è è silenzioso. Molto silenzioso, praticamente muto. La gente che fa rumore, molto rumore è invece di altro stampo. Chi parla, scrive, posta è troppo spesso, quasi sempre, per nulla tranquillo, per niente educato e gentile con il prossimo e con se stesso, mai sereno, sempre smodato, allergico all'ironia e l'auto ironia gli causa choc anafilattico. Ed è così tanta gente così, così tanta che hanno elaborato e di fatto imposto un nuovo vocabolario, un nuovo senso alle parole. 

Fazioso è, secondo questo vocabolario largamente in uso, chi non ti dà ragione. Fazioso è l'altro, il non identico a te. Non esiste il diverso e rispettabile parere o opinione che sia. Chi non sta con me (con noi) è fazioso. Anche la realtà, anche i fatti non si illudano: se non stanno con me (con noi) sono faziosi. Fazioso è chi non tifa con me (con noi). 

E tifoso è secondo questo vocabolario ormai egemone chi non scende mai a patti, a compromessi, a inciuci con la realtà. Vero tifoso è chi quando occorre accusa i fatti tutti di complotto contro la squadra (l'io/noi). E più i fatti sono chiari maggiore è l'evidenza del complotto oscuro. Tifoso vero è chi non ci sta mai, neanche alla realtà/evidenza. Soprattutto tifoso è chi considera e bolla i tifosi di squadra avversa come subumani o giù di lì. 

Dice: ma dai, non farla così pesante, in fondo è solo contorno al calcio. Non proprio, non è così. Da anni ormai in questo paese il pensiero pubblico è tifo, ha il ritmo, il respiro e il vocabolario del tifo. La politica conosce solo il timbro e le mosse del tifo. Ogni questione pubblica viene vissuta, affrontata, aggredita in termini di tifo. Quindi ovunque e su ogni cosa collettiva fazioso è chi non sta con me (noi) e tifoso vero e rispettabile è chi la realtà è un complotto ai miei (nostri) danni e gli altri da noi sono scemi, corrotti o peggio. 

La realtà come bestemmia o trucco, è questo il canone della gente tifosa che parla, scrive, posta. Altro che solo calcio o solo contorno al calcio. Questa è una cultura che si manifesta anche intorno al calcio ma che è ben più estesa e radicata. Si chiama pensiero magico. Quello per cui il cancro si cura con il digiuno. Quello secondo il quale i soldi ci sono sempre nelle tasche dei cattivi, basta andarseli a prendere. Quello per cui se trovi e incoroni uno che grida forte e tosto spariscono in fuga le tasse e gli stranieri, quello per cui siamo tutti buoni e soltanto i cattivoni stanno riscaldando il pianeta. 

Pensiero magico è quello cui fa schifo la realtà. Perché la realtà è complessa e complicata. Costa fatica, bisogna studiarla. Talvolta la realtà non consente un tifo chiaro. La realtà è difficile e contraddittoria e spesso non conosce Var risolutiva. Meglio, più comodo e immediato il pensiero magico. 

E in fondo più adatto, più consono il pensiero magico a una società civile dove uno su due non è in grado di comprendere un elementare testo scritto. Tipo una bolletta, una lettera, una pagina di libro. Già, uno su due non ce la fa, uno su tre dei ragazzi che escono dalla nostra scuola media. 

Così si spiega, eccome se si spiega come e perché fazioso è... e tifoso è... Ma la puntuale e massiccia conferma della de-alfabetizzazione materiale e concettuale della società civile non offre conforto snob. Confortarsi così sarebbe come compiacersi del conoscere l'esatta composizione chimica del veleno che nel frattempo ti uccide.