Stravinto l’ottavo scudetto consecutivo, con cinque giornate d’anticipo, ma fuori dalla Coppa Italia e soprattutto dalla Champions, la Juventus può già pensare alla prossima stagione con gli annunciati esperimenti tattici di Allegri. Prima, però, deve finire il campionato e con quali motivazioni lo sapremo presto, fin da sabato sera quando Bonucci e compagni affronteranno l’Inter, a San Siro. Un anno fa, quando Bonucci non c’era e il capitano era ancora Buffon, proprio contro l’Inter e sempre a San Siro la squadra di Allegri, in pratica, si cucì sul petto il settimo scudetto consecutivo, perché il Napoli si arrese definitivamente davanti alla tv, in un albergo di Firenze, prima ancora di perdere in campo contro la Fiorentina il giorno dopo. Stavolta sarà tutto diverso e non soltanto sabato sera, perché il calendario offre alla Juventus quattro avversari in lotta per un posto in Champions League. Prima l’Inter, appunto, poi il Torino, quindi la Roma in trasferta e l’Atalanta in casa, con la passerella finale a Genova contro la Sampdoria, che al massimo può puntare a giocare in Europa League. E così quelli che, secondo il calendario, potevano essere gli ultimi ostacoli da superare per rivincere lo scudetto, si trasformano in semplici esami di ammissione alla Champions degli altri, con il club bianconero nell’inedito e involontario ruolo di arbitro, se non di autentico professore incaricato di valutare le candidature delle prossime aspiranti a un ricco futuro europeo. 

Accusato pubblicamente da Mihajlovic, e meno ufficialmente anche dagli altri allenatori che rischiano la retrocessione, di avere giocato e perso contro la Spal con una squadra quasi interamente di riserve e quindi di avere falsato la lotta per la salvezza, stavolta Allegri non ha avrà bisogno di risparmiare le energie dei suoi migliori giocatori pensando alla Champions. E di conseguenza nessuno dovrebbe accusarlo di falsare anche la corsa degli altri verso l’Europa. Guarda caso, infatti, la Juventus ha perso soltanto due partite, contro il Genoa e la Spal, sempre a cavallo degli impegni europei. Ci sarebbe da meravigliarsi, quindi, se la Juventus non facesse la Juventus fino in fondo, anche se è lecito coltivare qualche dubbio, ricordando che la squadra di Allegri, già qualificata, riuscì a perdere quest’anno nel girone di Champions contro i modesti svizzeri dello Young Boys. Non bisogna dimenticare, però, le ultime motivazioni che avrà la Juventus, a prescindere da quelle degli avversari. Cristiano Ronaldo, tanto per incominciare, vuole vincere la classifica dei cannonieri e di sicuro non si risparmierà pensando alla prossima stagione. E poi c’è un altro record da eguagliare: quello dei 102 punti ottenuti dalla Juventus di Conte. Per farcela i bianconeri dovrebbero vincere le cinque partite che rimangono e in quel caso commetterebbero il classico delitto perfetto, perché (mal)tratterebbero tutti gli avversari allo stesso modo, evitando le battute di chi sarebbe pronto a dire che la Juventus di Allegri e Cristiano Ronaldo vale meno di quella di Vucinic e Conte.

Ecco perché l’Inter non deve illudersi di trovare una Juventus con la pancia piena e lo stesso discorso vale per il Torino, perché il derby è sempre il derby. Poi, comunque vadano queste prima due partite, ce ne saranno altre due ad alta intensità. I giallorossi dell'ex Ranieri cercheranno l’impresa per assicurarsi le ultime carte di imbarco per la Champions, ma soprattutto poi ci sarà la festa finale a Torino, contro l’Atalanta dell’ex Gasperini che ha già dato una lezione di gioco alla Juventus, eliminandola dalla Coppa Italia. L’addio di Barzagli, che proprio a Torino e contro l’Atalanta segnò il suo primo gol con la maglia bianconera nel giorno del congedo di Del Piero, deve essere festeggiato nel migliore dei modi. E anche questa è una garanzia per le concorrenti dei nerazzurri bergamaschi. Alla fine, quindi, la morale è semplice: chi vuole entrare in Champions dovrà fare i conti con la Juventus, puntando sulle proprie forze, prima che sulla eventuale distrazione dei campioni d’Italia.