"Tied to the 90s", cantavano i Travis nel 1997. La band scozzese, resa famosa dal singolo Sing con annesso divertente video che finiva in una battaglia di cibo, è stata uno degli emblemi musicali dell'ultimo decennio del secolo scorso negli Uk. E quel pezzo è stato profetico, se è vero che ancora oggi sono tanti i nostalgici che sono legati (tied) ai novanta ma anche stanchi (tired) dei 90. E quest'aura malinconica, a metà tra l'amore e l'odio per le icone di quel periodo, sta venendo chiaramente a galla con 90 Special, il programma in onda su Italia 1 condotto da Nicola Savino. 

IL PEGGIO - Settimana scorsa nella prima puntata è andato in scena tutto il peggio musicale di quel periodo. Benji e Fede che coverizzano i Lunapop come la canticchierebbe Homer Simpson sotto la doccia, forse anche peggio. Le Lollipop che annunciano il proprio disco in uscita, atteso come una grigliata di carne per un vegano. E il playback, protagonista della serata che è sparito solo nel momento del bisogno (ovvero quando è entrato in scena il duo modenese). 

IL MEGLIO - C'è stato però anche del buono, perché ricordare momenti televisivi come il Karaoke, Stranamore, Classe di Ferro (con Jovanotti che "ripudia" la sigla da lui scritta insieme a Cecchetto) o Tira e Molla fa sempre un certo effetto evocativo a chi ha "tanta nostalgia degli anni '90 quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè" (per citare J-Ax, uno degli ospiti attesi con i suoi Articolo 31: stasera ci sono Max Pezzali, Gerrty Scotti e Paolo Bonolis). A salvare la serata ci hanno pensato anche Fiorello, con la sua consueta simpatia tra un aneddoto e l'altro, e Cristiano Malgioglio, che non si capisce bene cosa c'azzeccasse con un programma sugli anni 90, ma che è sempre foriero di momenti esilaranti, che sia protagonista di un meme o una gif oppure che posti su Instagram il suo "amore" per Mauro Icardi. Stasera si replica con la seconda puntata. 

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IL PODIO - Dato che però, in era digitale, per fare una buona operazione nostalgia non è necessario un programma lungo 4 ore in prima serata sulla tv generalista, proviamo a proporne una anche noi, mettendo insieme le tre "giocate" più rock and roll del calcio britannico negli anni '90. 

GAZZA E IL GIALLO ALL'ARBITRO
E' il 30 dicembre 1995. Nella Scottish Premiership si gioca Rangers-Hibernian. Paul Gascoigne, centrocampista inglese (ex Lazio) della squadra di Glasgow tanto eccentrico e sregolato quanto capace di giocate sensazionali, sbaglia un gol davvero semplice. Tornando verso il centrocampo, "Gazza" trova il cartellino giallo sul terreno, si avvicina all'arbitro Dougie Smith e lo ammonisce tra il divertimento di tutti. Tranne che del poco ironico direttore di gara, che punisce con il giallo il numero 8 dei Rangers. Il cartellino all'arbitro è solo una delle tante follie della rockstar Gascoigne, capace qualche anno fa di fare a botte con un'altra icona del rock anni '90, Liam Gallagher. I due si sarebbero presi a pugni (e a estintori in  testa) in un pub di Soho dopo alcune battute poco carine del cantante nei confronti della figlia del calciatore. La colonna sonora del gesto è senza dubbio Cigarettes & Alcohol degli Oasis



ROBBIE FOWLER E LA STRISCIA SOTTO I "TOFFEES" 
A Liverpool calcio e musica sono una questione viscerale e dannatamente seria. L'emblema di tutto sono i Beatles e il derby tra Reds ed Everton. Nei novanta, un personaggio su tutti ha rappresentato l'istinto rock della città che sorge sul Mersey: Robbie Fowler. Goleador indiscusso e, di contro, carattere molto discusso, cresciuto nei sobborghi e diventato grande ad Anfield, il numero 9 del Liverpool ha esaltato la Kop come pochi altri. Il gesto più anticonformista lo fece il 3 aprile 1999 quando, in risposta alle ennesime voci sul suo presunto comportamento sregolato fuori dal campo, esultò "sniffando" la linea di fondo sotto la curva dell'Everton dopo un gol su rigore (provocato da Materazzi). Fu la "dose" più costosa di sempre: 60 mila sterline e quattro giornate di squalifica. Non potendo scegliere una colonna sonora dei Fab Four per ovvi limiti temporali, il pezzo 90s per la sniffata di Fowler è senza dubbio The Drugs Don't Work dei Verve



IL KUNG-FU MOMENT DI ERIC CANTONA
"Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano verranno gettate in mare delle sardine": una frase degna dei migliori "rock lyricist" dai testi provocatori non arriva dalla bocca di Kurt Cobain, né di Thom Yorke e neppure del punk Billie Joe Armstrong. A fare questa surreale uscita, che ha spiazzato tutti in una famosa conferenza stampa nel febbraio 1995, è stato Eric Cantona. L'attaccante francese del Manchester United si è presentato carico a molla, annientando con poche iconiche parole i giornalisti che avrebbero voluto massacrarlo dopo il famoso calcio al tifoso del Crystal Palace Matthew Simmons. King Cantona, in un Crystal Palace-United del 25 gennaio 1995, aveva infatti deciso di mostrare tutto il suo self control, colpendo con una mossa di kung-fu il supporter avversario che lo stava riempiendo di insulti a bordo campo dopo un’espulsione in un match decisivo per il campionato. Risultato: squalifica di nove mesi e maxi multa per Cantona, Premier League al Blackburn di Alan Shearer, ma porte aperte alla storicità eterna del calcio volante di King Eric. Anche se avvenuto in Inghilterra per mano (anzi piede) di un francese, il gesto ha un'anima molto grunge, per questo la colonna sonora ideale potrebbe essere la grintosa Smells Like Teen Spirit dei Nirvana