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Qualcuno giura di averlo visto in “ferrovia” con barba finta e capelli posticci, e la cosa non ci sorprenderebbe. Qualcun altro sostiene che si fosse fatto mandare delle cassette registrate con le partite della Fiorentina, e questo ci sorprenderebbe ancor meno. Altri ancora dicono che abbia rifiutato le panchine di Bologna, Cesena e Palermo perchè aspettava la chiamata di Corvino. Di questo, invece, ne siamo certi. Delio Rossi aveva un solo obiettivo: la panchina della Fiorentina. Da mesi, infatti, il buon Delio viaggiava con due cellulari, uno per la famiglia (tre figli ed una moglie meritano una linea preferenziale), l'altro esclusivamente per ricevere chiamate da Firenze. E non per prenotare una visita agli “Uffizi”.

Ora il traguardo è stato raggiunto (e attenzione, non è un comportamento scorretto, non vuol dire “gufare”, sono le regole del gioco...) e Delio Rossi ha finalmente preso possesso della realtà viola. Eh già, perchè il signor Rossi non è solo un allenatore (non lo paragoneremo a Ferguson, ma è solo questione di tempo...) il signor Rossi è un tuttologo della panchina, un tuttofare che si divide in mille direzioni, un coordinatore meticoloso che non lascia niente al caso. Andiamo con ordine: Corvino, in sede di presentazione, lo ha definito un dottore chiamato a guarire la Fiorentina, deputato a sistemare il passaggio da un ciclo ad un altro. Poi Delio si è subito trasformato in psicologo, ha preso da una parte uno ad uno tutti i giocatori viola e li ha psicanalizzati con colloqui inviduali. Terza specifica: Delio Rossi ha rispolverato il suo pollice verde ed ha vestito i panni di giardiniere. Primo allenamento e di colpo sette ‘pianticelle’ sono state innestate in prima squadra e non ci sorprenderemo se, contro il Milan, tra meno di sette giorni, vedessimo un Camporese al posto di Natali squalificato, piuttosto che Salifu o Romizi nel ruolo di Behrami infortunato.

(Quotidiano viola)