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La ’ndrangheta avrebbe provato a mettere le mani sui lavori per la realizzazione del nuovo centro sportivo della Fiorentina, a Bagno di Ripoli. Questo è quanto emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Ros e del Noe di Firenze sui rifiuti tossici sotto la strada regionale 429 Empolese-Valdesa (ne risulterebbero smaltiti abusivamente oltre 8mila tonnellate). Uno degli imprenditori arrestati, infatti, sarebbe voluto entrare nel business del Viola Park.


L’azienda Cantini Marino srl di Graziano Cantini (in carcere da due giorni), con sedi a Vicchio del Mugello e Firenze, considerata direttamente controllata dalla cosca criminale Gallace di Guardavalle attraverso le figure di Domenico Vitale (anche lui arrestato) e Nicola Chiefari, avrebbe progettato di estromettere dal cantiere del Viola Park la società concorrente Nigro srl, dell’imprenditore Giovanni Nigro (non coinvolto nell’indagine), data per favorita.

In una intercettazione, riportata da Repubblica, il responsabile commerciale della Cantini Srl Nicola Verdiglione descrive così le sue intenzioni a Graziano Cantini: “L'intenzione di Verdiglione - si legge nell'ordinanza -, è quella di approcciare Nigro facendosi latore del 'marchio Guardavalle', ben sapendo che le origini calabresi dell'imprenditore lo rendano particolarmente sensibile alle dinamiche legate all'azione delle cosche”. “Ditemi.... Io gli vado e gli riferisco”, le parole di Verdiglione.