Commenta per primo

Indietro non si può tornare, ma è curioso analizzare la Fiorentina che avrebbe potuto essere se Corvino fosse riuscito a portare a termine trattative più che avviate, se il budget fosse stato diverso, se il caso non ci avesse messo lo zampino. Partiamo dal portiere, con Viviano, fiorentino e tifoso viola, trattato solo quando non era più raggiungibile.

Ricco il parco difensori. Tutto partì da Vidic. Sembrava fatta, Corvino si presentò in sala stampa con il preaccordo col giocatore, ma poi spuntò il Manchester. Stessa storia con Ivanovic. Corvino si avvicina alla Lokomotiv Mosca ma il Chelsea offre il triplo, 12 milioni, e porta a casa il giocatore. Diversa la vicenda Munoz. Il centrale argentino era della Fiorentina, poi un infortunio mise l'affare in stand-by e, al momento di decidere, i viola non se la sentirono più di investire gli 8 milioni pattuiti, pare anche su input di Mihajlovic. Giocatore quindi libero di andare al Palermo. Di Ranocchia si parlò ai tempi dell'Arezzo, segnalazioni positive e trattativa avviata ma il presidente Mancini sparò 4 milioni per un diciottenne di C. La leggenda narra anche di un litigata furibonda fra Corvino e il padre del giocatore.

La scorsa estate fu la volta della telenovela Insua, oggi al Galatasaray. Nocerino nell'estate del 2007 era già in auto verso Firenze, per firmare con i viola (già pronta la maglia numero 8). A fermarlo, vicino a Piacenza, una telefonata di Ranieri, che lo voleva nella sua Juventus. Inversione di marcia e trattativa sfumata. Almeno due anni è andato avanti il tira e molla con Miguel Veloso. Piace ma costa troppo, si pensava, fino a quando non gli venne preferito Bolatti. Sfiorati e saltati anche gli affari per Drenthe e Salvio.

Più sfumata la vicenda Pastore. Corvino in quel momento non cercava un trequartista o, semplicemente il Palermo fu più veloce. C'è poi l'appartamento rifiutato alla famiglia Balotelli. Il ragazzo era al Lumezzane, a sedici anni, chiese la casa: 'Avrebbe fatto saltare gli equilibri del settore giovanile' si giustificò Corvino. Per una notte fu viola anche Cassano e in quel caso fu Garrone a stoppare tutto. Infine Giuseppe Rossi: la Fiorentina ci ha provato. Ma senza successo.

(La Repubblica - Edizione Firenze)