Commenta per primo

C'è una sola intervista, di quelle concesse la scorsa settimana dai giocatori della Fiorentina, che non ha ricevuto smentite: quella di Sebastien Frey a 'La Gazzetta dello Sport' di venerdì scorso. Ho pregato, scongiurato, sperato fino all'ultimo che sul sito ufficiale viola arrivasse una dichiarazione che correggesse le improvvide dichiarazioni del numero uno gigliato nei confronti dell'ex tecnico Cesare Prandelli ed invece niente di tutto ciò. 'Non c'è mai stato feeling con Prandelli ed il suo staff' ha detto, senza che nessuno gli avesse chiesto conto di ciò, il 30enne di Thonon-les-Bains. Siccome credo che esista un Dio del calcio, non mi stupisce che proprio Frey, improvvido nelle sue interviste come nelle sue uscite, sia stato fulminato da Ziegler in una quasi innocua punizione da trenta metri che ha spalancato le porte alla rimonta della Sampdoria.

Non c'è smentita che tenga, oggi, a guardare la classifica, perché con la sconfitta di ieri - immeritata visti gli uomini a disposizione di Mihajlovic ed una prestazione più che dignitosa per 80 minuti -, la Fiorentina è ultima in classifica. Ho sempre ritenuto e continuo a pensare che la squadra gigliata non valga questa posizione, come non valeva quel terzo posto di cui tutti parlavano - giornalisti che seguono la squadra gigliata, mai troppo sinceri, e tifosi viola, schiavi della paura di fallire nuovamente - quando si è chiusa la campagna acquisti estivi. Ma cinque punti in sette partite sono un dato incontrovertibile. Ieri potevi anche pareggiare, ma la Fiorentina di oggi, più che delle cricche di Firenze, caro Andrea Della Valle, deve preoccuparsi di se stessa.

Campagna acquisti a metà ottobre ufficialmente fallimentare, con l'inutile acquisto di un secondo portiere buono solo a fare plusvalenza a gennaio, un regista di centrocampo che si sapeva non desse garanzie fisiche, e soprattutto l'ennesimo esterno destro, penoso nel suo tenere sempre il pallone fra i piedi come fanno i bambini nel campo sotto casa, strapagato quattro milioni di euro dopo un anno di tribuna a Roma. Perché la Fiorentina in autogestione, non è vero che non ha speso: lo ha fatto molto male. Alibi per la sconfitta di Genova ce n'è a bizzeffe, dalle assenze alla sfiga, ma Sinisa Mihajlovic si sta dimostrando allenatore incauto a livello di dichiarazioni, sicuramente non bravo a gestire i cambi e inadattato per una piazza che viveva di certezze a livello tecnico. Per fortuna fra due settimane torna Mutu. Nel frattempo, un consiglio: silenzio stampa!