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Cantami o campionato, l’ira funesta del viola Macía. Nella città di Dante, è il direttore tecnico spagnolo a guidare l’epica riscossa della Fiorentina contro tutto il calcio italiano
La rabbia per il terzo posto sfumato negli ultimissimi minuti del campionato si è trasformata in energia positiva in piazza della Signoria: i Della Valle hanno ordinato di rinforzare la squadra, Macía con il ds Pradè (chissà in quanti lo rimpiangono a Roma) si sono messi subito al lavoro. Prima e meglio di altra società italiana. Dopo la travolgente estate 2012 (12 acquisti e bilancio in attivo) e i ritocchi di prospettiva di gennaio – Rossi, Compper il baby trequartista Vecino – stavolta il mago iberico ha alzato il tiro verso l’Europa: l’ELeague quest’anno, la Champions si spera l’anno prossimo. Per affermarsi in appena due anni in Italia come uno dei migliori dirigenti del Continente, dopo una vita al Valencia interrotta proprio da un nostro connazionale: Amedeo Carboni.
Nessuna tentazione alla Sissoko (l’unico vero errore finora), ma colpi di sicuro rendimento e costo minimo. Tante alternative sugli esterni per Montella: Yakovenko, Marcos Alonso fino al colpaccio Joaquin, atterrato ieri per firmare il biennale da 1,5 milioni (al Malaga 1,8 milioni). ‘Ho scelto la Fiorentina perché Macía da tante settimane mi parlava dell’ideologia e del progetto viola’, le prime parole dello spagnolo in viola. Una mezza punta di talento che accanto a “Pepito” Rossi potrebbe andare a comporre il miglior attacco della A con l’arrivo di un grande centravanti. ‘Rossi è un giocatore incredibile’, il commento di Joaquin, ‘Gomez? Sarebbe bellissimo’. È proprio il centravanti del Bayern Monaco campione d’Europa il prossimo nome sulla lista dei sogni. L’unico top player davvero vicino ad approdare nel prossimo campionato. L’accordo c’è già – 20 milioni ai bavaresi più un quinquennale da 5,5 milioni al 28enne panzer – mancano solo i soldi della cessione di Jovetic. Trenta milioni e SuperMario basteranno a rendera indolore l’addio al montenegrino, così come quelli del suo “gemellino” Ljajic (al suo posto Ilicic) e di Pizarro (verso il Tottenham per Parker). La dirigenza viola non ha proprio digerito i loro ammiccamenti verso l’esterno: la vendetta di Macía sarà terribile.(‘Libero’)