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Il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè ha parlato in conferenza stampa dell'ultima stagione e di mercato: "Abbiamo aspettato l'inizio della stagione per incontrarci, per un punto più completo di ciò che è successo in questi mesi. Sono uscite tante voci in queste settimane, oggi sono qui per fare chiarezza e per fare un punto finale sull'ultima stagione. Secondo noi è stata una grande stagione anche se è vero che potevamo fare qualcosa in più, perché ad un certo punto potevamo arrivare anche più su, ma venivamo da una stagione deludente e abbiamo fatto 22 in più, oltre a a limare molto il gap con le grandi del campionato.  Abbiamo raggiunto l'Europa, obiettivo principale di tutti noi e da sempre palcoscenico ideale della Fiorentina. Questo ci ha portato sicurezza ed identità, siamo contenti. Allo stesso tempo pero non ho visto un riscontro positivo all'esterno, come se avessimo fatto qualcosa di scontato. Non è stato dato il giusto merito alla squadra e alla società. Non so perché, mi sono fatto tante domande ma non ho risposte”.
 
TORREIRA E MANDRAGORA -
"La vicenda Torreira la spiego in maniera semplice. Visto il nostro passato alla Sampdoria l'ho fortemente voluto anche a Firenze: mi ha dato certezze tecniche e per questo va ringraziato. Si è parlato di una nostra offerta al ribasso ma in realtà quando l'ho chiamato i primi di aprile, e visto che per impostare il prestito con diritto avevamo dovuto mettere la somma di 15 milioni per non far fare una plusvalenza all'Arsenal, gli ho offerto un quinquennale per ammortizzare poi la spesa che avremo dovuto sostenere. Inoltre mi permetto di dire che se una società propone una cosa del genere ad un giocatore, è perchè ha intravisto in lui una possibile bandiera del futuro. Gli offriamo 2, 5 milioni e mezzo per cinque anni, più bonus: non mi sembra una proposta al ribasso, anzi molto vantaggiosa per lui. In quel momento c’è stata una chiusura netta da parte dell’agente e di Lucas che non hanno voluto accettare, di li in poi le cose sono cambiate. Già qui qualcosa nei rapporti era cambiato poi nel mese e mezzo successivo Amrabat è andato alla grande dandoci ulteriori garanzie. Il marocchino può essere utilizzato come play, con altre caratteristiche rispetto all'uruguaiano più utili al nostro gioco. A quel punto abbiamo parlato assieme col tecnico e abbiamo dovuto decidere tra Amrabat o Torreira. Tutti insieme abbiamo scelto Torreira. Il perché di Mandragora? Perché è un calciatore italiano, che conosciamo molto bene e che ci può dare più soluzioni dal punto di vista tattico. Può giocare da play, da mezzala, e a due. Lo conosco dal punto di vista comportamentale ed è un top player da quel punto di vista. Abbiamo convinzione che con il nostro mister possa comunque migliorare. Siamo contenti del suo arrivo"

Ha poi speso alcune parole per la reazione di Firenze al traguardo raggiunto la scorsa stagione, per poi commentare i profili di Jovic e Dodò: "Non ho detto che ci ha dato fastidio la reazione della piazza. Ho detto che personalmente mi è dispiaciuto non sentire quel calore e quell’emozione da poter poi condividere tutti insieme. Già dal giorno successivo è nata subito la polemica Torreira: non abbiamo avuto neanche 24 ore per gioire del traguardo raggiunto e questo è stato un peccato. Sia per i calciatori ed allenatore, che per la società. Jovic? Ti posso garantire che stiamo ancora trattando e discutendo con il Real. Ci piace molto e non posso nascondermi dietro un dito, ma la mia esperienza nel calcio mi ha insegnato che le operazioni prima vanno chiuse. Finchè non sono chiuse è inutile parlarne. La stessa cosa vale per Dodò. Sono due giocatori che ci piacciono e che stiamo fortemente seguendo".


Ha poi parlato del budget per il mercato e di cosa rappresenti l'Europa per il club: "Serve fare un excursus di cosa è la Fiorentina. Quando Commisso è arrivato nel 2019 il monte ingaggi era circa di 50 milioni di euro mentre le entrate erano circa 90 milioni, considerando che parliamo della stagione prima del covid. Nel 2021/2022 abbiamo avuto uno tetto stipendi di circa 70, un 18% in più dell’anno precedente. Mentre il fatturato è calato da 91 milioni a circa 80, un 15% in meno. Questo dimostra che c’è gran voglia di investire. Sotto il profilo dell'investimento, se un calciatore è forte la Fiorentina lo può comprare ma sullo stipendio è certo che non possiamo competere con le big d’Europa. E’ legittimo pensare di migliorare quanto conquistato lo scorso anno? Non c’è squadra che non voglia migliorarsi rispetto all’anno precedente e per questo noi vogliamo sempre migliorare. Quest'anno poi abbiamo più esperienza. Bisogna ripartire dall'ottima stagione dello scorso anno: ormai anche Italiano è un anno che è qui, tutto dovrebbe essere più facile per tutti. Dirti che puntiamo ai 40 punti per poi valutare in corso d'opera sarebbe una risposta senza senso. Non ci diamo obiettivi precisi anche per la forte concorrenza che ci sarà nel prossimo campionato, ma cercheremo solo di migliorare giorno dopo giorno. La Conference League è stata una sorpresa per tutti quanti. la vittoria della Roma ci da la conferma che è una competizione di valore, vogliamo affrontarla nel migliore dei modi: stiamo lavorando per creare una rosa all'altezza della situazione per le tre competizioni, con i giusti doppioni di qualità ed esperienza, non dobbiamo infatti dimenticarci della Coppa Italia. Ci auguriamo di arrivare il prima possibile ad avere un gruppo adeguato per affrontarla".

Ha poi parlato del suo rinnovo con il club, della possibile partenza di Milenkovic e di quale potrebbe essere la formula di acquisto di Jovic: "Non ci sono problemi sul mio contratto, tutto apposto. Siccome stiamo ancora trattando al momento su Jovic non posso dare una risposta precisa. Posso dirti che è un calciatore che vogliamo, ma ancora ogni pista è aperta. Su Milenkovic rispondo in maniera chiara e precisa. Il ragazzo sta qui da 5 anni e l'anno scorso il rinnovo è stato un gesto d'amore da parte suo, visto che ha rifiutato un’importante offerta dall’Inghilterra. Quest'anno ci siamo lasciati con il discorso che giocare in Europa con noi gli avrebbe fatto piacere, ma non possiamo negargli il passaggio ad una grande squadra. Il nostro rapporto con lui è veramente eccezionale e posso garantire che qualsiasi decisione verrà presa insieme. Sul mercato, come sempre fatto nelle ultime sessioni di mercato, ci faremo trovare pronti. Tra gennaio e l’estate scorsa abbiamo fatto un sacco di innesti, il nostro gruppo è sempre a lavoro".

Il direttore sportivo poi è tornato a fare chiarezza sulle possibilità economiche della Fiorentina: "Il calcio di oggi non ti consente di fare follie, i nostri ricavi sono quelli. Mi sembra che da parte del nostro presidente non sia mai mancato nulla, i nostri investimenti li abbiamo sempre fatti. Abbiamo dei parametri da rispettare, però mi sento molto sereno sotto questo punto di vista. Adesso ogni squadra deve fare attenzione al bilancio, basta vedere lo svincolo di alcuni top player. Anche quanto  successo a gennaio con Dusan: lo abbiamo venduto e riuscendo a fare un'operazione importante a solo un anno e mezzo dalla scadenza, siamo riusciti ad evitare di perderlo a zero. Il calcio sta prendendo una direzione sempre più aziendale, come è giusto che sia, dove bisogna fare i conti con i fatturati".

Parole al miele anche per Vincenzo Italiano: “Il suo rinnovo è stato da sempre il nostro primo obiettivo, non abbiamo mai dubitato su Italiano ed il suo futuro. Durante il periodo di contrattazione del contratto noi non abbiamo mai smesso di parlarci, ci siamo sempre incontrati o parlati con continuità. Siamo sempre andati avanti con tranquillità, potevamo mettere la firma sul contratto anche oggi al ritorno a Firenze della squadra. Italiano ci da continuità e la consapevolezza di avere un allenatore con le idee chiare. Abbiamo uno splendido rapporto con lui, ci piace come lavora e la squadra lo segue. Meglio di cosi non potevamo chiedere"

Guardando il futuro, ha risposto alle tante domande su giocatori ultimamente accostati ai viola: "Praet e Puig non ci interessano e non li abbiamo mai trattati. Dennis è un calciatore che conosco molto bene, forte ma per caratteristiche non è il calciatore che andremo a cercare. A Puig invece non ci abbiamo mai pensato. A centrocampo in questo momento siamo 5, più Castrovilli e Zurkowski che vogliamo vedere da vicino visto che ha tanto mercato: ce lo chiedono tutti, vediamo com’è. Noi comunque non abbiamo fretta, siamo al 5 di Luglio, è vero che il campionato inizia prima e c’è la Conference ma c'è ancora tanto tempo. Adesso tutto ciò che facciamo è condiviso al massimo: dalla proprietà, da me e dall’allenatore. Perciò adesso se faremo bene avremo fatto bene insieme, se faremo male avremo fatto male insieme. Grillitsch è un giocatore che abbiamo seguito da tanto, ed essendo a parametro zero ci interessava. Non ci è piaciuto il discorso del papà e dei pagamenti che voleva. Noi decidiamo con chi lavorare e non è vero che litighiamo con tutti. Siamo una società ambita dagli agenti, visto che paghiamo in tempo sempre tutti. Detto questo però non possiamo sempre pagare più commissioni degli altri"
Valutazioni anche per quanto riguarda altri profili avvicinati alla Fiorentina: "Per Gollini siamo vicini e speriamo di averlo al più presto. Saremo contenti nel momento in cui firmerà, però i rapporti con l'Atalanta sono ottimi e  per questo motivo l'idea è quella di chiudere l'affare entro fine settimana. Aveva qualche giorno in più a disposizione per il fatto che era stato impegnato in Nazionale. Abbiamo visto tanti portieri e abbiamo scelto quello con caratteristiche che più rispecchiano il desiderio del Mister".

Spazio anche per parlare del futuro di Kokorin, praticamente da sempre ai margini della squadra: "Il discorso è semplice. Purtroppo è un'operazione che non è andata bene, mi sono sempre assunto le mie responsabilità. La cosa incredibile è che nell'ultimo periodo però ha fatto bene, e anche il mister ha deciso di vederlo in ritiro per capire cosa potrà dare a questa squadra. Anche per quanto riguarda un eventuale cessione verrà concordata senza problemi con il suo entourage. Lui ha molto mercato in Russia, ma come potete immaginare è una scelta non semplice quella di tornare adesso. Parte con noi e poi vedremo cosa succederà".

Parlando delle cessioni e degli addii, il direttore è voluto tornare anche sul capitolo portiere: “Per quanto riguarda Dragowski stiamo cercando qualcosa che va bene ad entrambe le parti. Personalmente sono molto attaccato a lui e per questo vorrei il meglio per lui. Adesso prenderemo calciatori funzionali al nostro progetto. Mi avete citato l'addio di Odriozola, ma va tenuto presente che negli ultimi 3 mesi ha fatto due partite. Mandragora sostituirà Torreira e siamo fiduciosi che possa riuscirci al meglio. Vlahovic è stato sostituito con Cabral e Piatek. Coi procuratori non siamo stati danneggiati dalle nostre prese di posizioni. Non abbiamo nessun impedimento e preclusione".

Di ritorno dal prestito in Belgio, il ds ha parlato del futuro di Kouame: “Non abbiamo mai intavolato nessuno scambio con nessuno. Christian è un giocatore che vogliono in tanti, che ha fatto molto bene lo scorso anno all’Anderlecht e per questo inizialmente partirà  per il ritiro con noi. Poi vedremo, siamo molto sereni da questo punto di vista. Mi sembra doveroso valutarlo”.

Sulle positività al Covid di alcuni membri della squadra viola: “Abbiamo dei casi di positività, vedremo come gestirli. Sicuramente meglio riscontrarli adesso che durante la stagione” 

Infine esaurite le domande dei colleghi Pradè, per togliere ogni dubbio ed incomprensione, ha parlato anche di altri giocatori accostati col tempo alla Fiorentina: “Vi chiarisco anche che Bajrami non l'abbiamo mai seguito, su Marlon invece occorre calcolare che è giocatore extra-comunitario e per questo potrebbero esserci de problemi: a noi piace ma noi abbiamo a disposizione soltanto due slot per extra-comunitari. Senesi è un centrale mancino e a noi non serve: se va via Milenkovic dovremo prendere un destro. Belotti a Firenze? Sinceramente non l’ho mai seguito, non so neanche chi sia il suo procuratore”.