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Rino Foschi, ex dirigente del Cesena e del Palermo, ha parlato a Tuttosport del passato di Dybala e non solo.
DYBALA - "Mi viene in mente la trattativa per la sua cessione, ai tempi del Palermo. Zamparini adorava Paulo, ma era giusto lasciarlo partire. La Juventus fu la più decisa: Marotta e Paratici lo volevano a tutti i costi, però all’inizio offrivano meno di quello che chiedessimo. Un giorno, seppur con i bianconeri fossi molto avanti, ricevo una chiamata di Zamparini: “Rino, De Laurentiis mi ha offerto 20 milioni più Jorginho. Che facciamo”. Sottovalutato Jorginho? No, perché Jorginho era già bravissimo allora. Zamparini lo ha anche detto pubblicamente nei giorni scorsi: “Era Foschi l’unico che credeva in Jorginho anni fa”. Semplicemente, alla fine preferimmo incassare solo soldi: 32 milioni più 8 di bonus". 
 
CHIESA - "Chiesa? La mia fortuna è stata incontrare Corti, il mio storico capo scout. A Modena avevo avuto come giocatore Enrico, il papà, e quindi dopo aver visto Federico nella Primavera della Fiorentina ero d’accordo con lui per portarlo a Cesena in prestito. Avevo fatto tutto anche con Corvino. Chiesa sarebbe dovuto arrivare da noi dopo il ritiro. Ma poi Paulo Sousa lo ha visto e non lo ha più voluto cedere. Anche giustamente. Enrico era un attaccante fantastico, ma Federico è anche meglio del papà. Gioca già nella Juve e ha vinto l’Europeo" 
 
LOCATELLI - "Sarebbe un bel colpo. La Juve difficilmente sbaglia. Era così con Marotta e Paratici. E sarà così con Cherubini, che è cresciuto imparando da loro".