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Il segnale è arrivato forte e chiaro da Monaco di Baviera: la Francia, che ha battuto i padroni di casa, ha confermato il ruolo di vera grande candidata per l’Europeo. E per dare forza alla sua candidatura possiamo riportare questo dato: dai Mondiali 2014 a oggi, la Francia ha vinto 15 delle 20 partite nelle competizioni internazionali (Coppa del Mondo ed Europei): nessun’altra europea è arrivata a tanto. Non ha giocato una partita straordinaria, ma la sua superiorità tecnica e fisica è apparsa evidente soprattutto nel primo tempo. Ha vinto grazie a un’autorete di Hummels, ma in diversi momenti della gara ha dato l’impressione di giocare con la consapevolezza dei più forti. Nel secondo tempo ha subìto la pressione della nazionale di Löw, ma non ha concesso grandi occasioni e ha pure segnato due gol annullati per fuorigioco. Nessuna nazionale in questo Europeo ha il centrocampo di Deschamps (partitona di Pogba, pur con qualche eccesso di vanità...) e nessuna ha un attacco con Griezmann, Mbappé e Benzema e in panchina il vice cannoniere di tutti i tempi dei Blues, Giroud.

LO STUDIO - Francia e Germania si sono rispettate per un quarto d’ora, preoccupate com’erano a capire come si muovessero gli avversari. C’era da capirle, non capita in tutti i tornei di giocare una finale anticipata già alla prima giornata. E’ stata la Francia a rompere gli indugi, creando le premesse del gol prima col un colpo di testa di Pogba di poco alto su angolo di Griezmann, poi con un diagonale di Mbappé deviato in angolo da Neuer.

LA GOFFAGGINE DI HUMMELS - Quando hanno preso il sopravvento a centrocampo, i Blues hanno anche segnato. Il merito principale è stato di Paul Pogba che sulla trequarti, grazie alle sue gambe allungabili, ha tenuto palla fra Gosens e Rüdiger, l’ha toccata per Pavard, se l’è fatta restituire e poi con un fantastico colpo di esterno destro l’ha messa sul versante opposto dove si stava precipitando Lucas Hernandez, troppo libero (Kimmich, stringendo al centro, aveva perso la posizione) per non crossare come sa. A quel punto Hummels, per anticipare Mbappé, si è messo malissimo col corpo e con una goffa deviazione ha scaraventato la palla all’incrocio dei suoi pali.

IL CENTROCAMPO DEI BLUES - Era impressionante la vitalità che sprigionava il trio di centrocampo di Deschamps. La forza fisica di Pogba, la forza atletica di Rabiot, la forza fisica, atletica, tecnica e mentale di Kanté avevano la meglio sul centrocampo a due di Löw: Gündogan e Kroos non trovavano quasi mai il tempo e lo spazio per fare valere la propria qualità. Non li aiutava Kimmich, appannato, sulla destra, un po’ di più ci riusciva a sinistra Gosens che giocava a un tocco, come gli ha insegnato Gasperini, ma la Germania non riusciva a trovare la via migliore per raggiungere i tre attaccanti, nessuno dei quali pericoloso: Havertz ha perso diversi palloni, Müller si è mosso tanto ma mai in zone decisive e Gnabry ha fatto molta coreografia. La reazione dei tedeschi, dopo lo 0-1, si è ridotta a due calci di punizione senza fortuna di Kroos e a un tentativo di Gündogan.

BENZEMA E MBAPPE’ - Nel primo tempo nemmeno il trio d’attacco francese ha impressionato, però ogni volta che Mbappé e Benzema sono entrati sulla scena l’hanno fatto con la tecnica e la velocità riconosciute ai due. La partita è cambiata nella ripresa, dopo un altro spavento preso da Neuer salvato dal palo su botta di Rabiot, forse in fuorigioco. E’ cambiata perché la Germania ha aumentato ritmo e intensità, ma anche perché la Francia ha preso a giocare con un po’ di superficialità, sbagliando qualche passaggio di troppo in uscita e con qualche “giocatina” con poco senso, tanto per far vedere quanto sono bravi i francesi, soprattutto di Pogba. Con una conclusione di Gnabry e un cross di Kimmich respinto da Pavard i tedeschi si sono avvicinati al pareggio, ma con tanto spazio a disposizione è stato Mbappé a segnare un gol pazzesco, mirando e centrando un angolo che solo lui poteva vedere. Per sua sfortuna, era partito in fuorigioco di qualche centimetro e il guardalinee se n’è accorto.

CAMBIO D’ATTACCO - A metà ripresa Löw ha sostituito due attaccanti su tre con Werner e Sané per Gnabry e Havertz, tutt’e due assai poco incisivi. La Germania ha continuato ad attaccare e Mbappé a partire in contropiede: in un’occasione il 10 francese ha incenerito sullo scatto Hummels che ha recuperato all’ultimo istante commettendo un fallo da rigore non visto sul campo da Del Cerro Grande (e ci sta), ma nemmeno da Martinez Munuera al Var (e qui non ci sta). Con un altro contropiede, la Francia ha segnato un altro gol bello ma fasullo: Pogba-Mbappé-Benzema, era Mbappé oltre la linea, anche se di poco. Nel finale Griezmann è andato a difendere e Deschamps ha tolto Benzema per Tolisso per dare più forza alla fase di contenimento. Dietro sia Varane che Kimpembe tenevano bene le forze nuove dell’attacco tedesco. Per la Germania, che a fine Europeo passerà da Löw a Flick (in tribuna), è stata una brutta botta anche alla luce del 3-0 del Portogallo sull’Ungheria. E’ stata la sua quarta sconfitta nelle ultime 5 partite nei tornei più importanti (Europei e Mondiali), tante sconfitte quante nelle precedenti 28 partite.