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"È uno scandalo, l'arbitro ci ha rovinato una partita. Tutte le decisioni sono state errate: espulsioni inventate, cartellini inesistenti e sul rigore ha abboccato. Abbiamo giocato in nove contro dodici, l'arbitro giocava per loro”. Queste in sintesi le parole di mister Stellone al termine della partita persa per 5-1 contro il ChievoVerona. Il signor Carmine Russo della sezione di Nola ha impiegato appena 36 secondi per far capire che aria tirasse al “Bentegodi”: Soddimo anticipa sul vertice destro dell’area Rigoni che manca la palla e stende l’esterno canarino. L’arbitro campano fa proseguire. Il Frosinone riesce comunque a passare in vantaggio al 5’ con un gran gol di testa di Daniel Ciofani. I ciociari controllano la partita, ma al 17’ è ancora il signor Russo a ergersi protagonista assoluto punendo con il rosso un intervento scomposto di Ajeti su Floro Flores a metà campo. Sanzione troppo pesante per il nazionale albanese che cerca il pallone, ma trova la coscia dell’attaccante clivense. Al 35’ è proprio l’ex Sassuolo a firmare il pari dopo aver vinto un rimpallo con un difensore, grazie anche a un dubbio tocco di braccio. La prima frazione finisce così, con i canarini che si ritrovano sul groppone anche tre ammoniti: Matteo Ciofani, Leali e Chibsah.

Si riparte e dopo 26 secondi l’arbitro assegna un rigore ai padroni di casa per fallo di Pavlovic su Rigoni. Anche in questo caso, però, la decisione appare errata. È infatti il centrocampista veronese a trattenere per primo Pavlovic che nella prosecuzione dell’azione lo atterra. Dal dischetto Pellissier non sbaglia e, al 52’, arriva un’altra beffa per il Frosinone quando Chibsah viene ammonito per la seconda volta lasciando così i suoi in nove uomini. Il direttore di gara sanziona un fallo di mano inesistente, il pallone carambola sul braccio del ghanese che lo tiene attaccato al corpo e cerca anche di toglierlo dalla traiettoria. La partita finisce qui. Ci sarebbe da dire che sul 3-1 Rigoni commette un fallo evidente su Soddimo, che il 4-1 sorprende Leali o che il 5-1 serve solo a Pellissier per avvicinarsi alle 100 reti in Serie A, ma che senso avrebbe? La gara, purtroppo, era già terminata da un pezzo. In questa stagione si sono visti numerosi torti arbitrali contro la squadra di Stellone – e per elencarli ci vorrebbe parecchio tempo –, ma ieri sera si è raggiunto il culmine.

Ora basta, perché si stanno vanificando gli sforzi di una società che ha dimostrato ampiamente di meritare questa categoria. La partita di ieri può essere paragonata a quella dello scorso anno con la Virtus Entella in cui l’arbitro Aureliano ne combinò di tutti i colori. Da quella sfida partì la rincorsa dei giallazzurri verso la promozione e la speranza è che la rabbia per la bruciante sconfitta di ieri si trasformi in energia positiva per lo sprint salvezza. Domenica arriva il Palermo del simpaticissimo Zamparini, il “Matusa” sarà ancor di più una bolgia dopo le illazioni gratuite del patron rosanero. Il Frosinone lotterà fino alla fine per restare in Serie A. Lo meriterebbe senz’altro, anche se, purtroppo, non sembra essere il benvenuto.