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Gasp vince con i cambi e inguaia il Milan: ora la bagarre è per la Champions

Gasp vince con i cambi e inguaia il Milan: ora la bagarre è per la Champions

  • Alberto Polverosi
    Alberto Polverosi
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Un delirio a Bergamo, un delirio atalantino col capolavoro del 3-2 firmato da Luis Muriel al 50' del secondo tempo, dopo la doppietta di Lookman. E’ stata una partita bellissima, o meglio, un’ora bellissima, con cinque gol, occasioni (per la maggior parte di colore nerazzurro), con i cambi dei due allenatori che hanno modificato il corso della partita e hanno inciso sul risultato. In attesa di Salernitana-Bologna e Roma-Fiorentina di domani, l’Atalanta supera Lazio e Bologna, aggancia i viola al sesto posto e sale a -1 dal quarto posto di Roma e Napoli. Per il Milan è uno stop che potrebbe avere riflessi poco piacevoli: se domani Mourinho batte Italiano, va a soli 2 punti da Pioli, se invece accade il contrario, la Fiorentina va a -3. Insomma, mentre si restringe (almeno per ora) la corsa scudetto (è a 2), si riapre quella per il terzo e quarto posto (è a 7!).

SOLO TATTICA - Per oltre mezz’ora è stata una partita spenta, poca Atalanta, poco Milan, poco spettacolo, tantoché in quei 30 minuti abbondanti l’unico momento davvero clamoroso è stato l’errore, inconcepibile e imperdonabile, del giocatore più atteso, Charles De Ketelaere: con un colpo di testa Lookman gli ha messo la palla sul piede a tre metri dalla linea di porta e il belga, incredibile ma vero, l’ha alzata sopra la traversa. Qualche minuto prima anche il Milan aveva avuto la palla buona per segnare, ma in questo caso andava apprezzato il salvataggio di Dijmsiti su Giroud.

FLORENZI REGISTA - Per confondere le idee a Gasperini e togliere all’Atalanta i soliti punti di riferimenti con la solite marcature a uomo, Pioli muoveva la squadra attraversando nuove linee di gioco. Come a inizio stagione aveva fatto Calabria, che col Milan in possesso palla si spostava da destra al centro per impostare il gioco insieme a Krunic, a Bergamo toccava a Florenzi accentrarsi per affiancare Reijnders quando il Milan doveva iniziare la costruzione della manovra, così Hernandez in qualche occasione poteva attaccare sulla sua fascia. In fase difensiva Florenzi si allargava a sinistra ed Hernandez al centro. Tanto movimento, tanta ricerca degli spazi, tanto possesso palla (66 per cento al 45'), qualche conclusione ma poca sostanza da parte del Milan dove non si facevano notare Musah e Chukwueze, sempre ai margini della gara.

I GOL E GLI ERRORI - L’Atalanta è passata al 38' con un gol che Pioli non potrà mai digerire, un gol nato con un assist da... rimessa laterale. Koopmeiners ha visto lo svelto Lookman abbastanza libero vicino all’area rossonera, lo ha servito con la rimessa lunga, c’erano tre difensori, Loftus-Cheek, Tomori ed Hernandez intorno a Lookman che li ha bruciati, ha tirato e Tomori, con una deviazione netta, ha favorito il gol atalantino. Dieci minuti dopo, negli ultimi istanti del recupero, il Milan ha pareggiato con un colpo di testa di Giroud dopo un angolo di Florenzi: hanno sbagliato l’intervento Scalvini (che si è fatto superare dalla traiettoria della palla) e Koopmeiners, rimasto piantato in terra. L’Atalanta ha protestato tantissimo con La Penna per una spinta a metà campo di Musah a Lookman, da lì è partita l’azione che si è poi tradotta nell’angolo dell’uno a uno.

UN TEMPO DA VERA ATALANTA - La migliore versione gasperiniana dell’Atalanta è stata ammirata nel primo quarto d’ora del secondo tempo e anche successivamente. E’ proprio cambiata nella testa, oltre che nella posizione di De Ketelaere spostato (con grande intuito di Gasp) sul centrosinistra. Nei primi 10' della ripresa, quattro conclusioni dei nerazzurri e il gol del 2-1. Il Milan non aveva la forza di contenere l’attacco bergamasco e soprattutto non trovava mai il modo di frenare lo scatenato Lookman. Pasalic due volte, Koopmeiners e Scalvini, tutti abbastanza vicini al gol, arrivato quando De Ketelaere ha saltato l’inconsistente Chukwueze e da sinistra ha messo al centro area dove Lookman era libero, tocco e gol.

LE MOSSE DI PIOLI - Al Milan, come all’Atalanta, mancavano pezzi abbondanti di difesa, ma Pioli, preso il gol, ha deciso ugualmente di intervenire nella partita con un cambio anche questo decisivo: dentro Bennacer per Chukwueze, squadra col doppio regista e col 4-2-3-1, con Musah a destra, Loftus-Cheek (scarso il contributo tecnico e dinamico dell’inglese) e Pulisic a sinistra, più Giroud in avanti. Ma era ancora Atalanta, il Milan non ce la faceva a reagire, tantoché al 31' ha rischiato di incassare il terzo gol con una triplice occasione dell’Atalanta: due contrasti vinti di forza da Scalvini contro Tomori e Calabria, botta respinta da Maignan ma sui piedi di Lookman, tap-in e prodezza di Maignan, altro tap-in di Lookman e palla fuori.

ANCORA JOVIC - Prima di quel rischio enorme, Pioli aveva aumentato ancora il peso dell’attacco con Jovic al posto di Loftus-Cheek e con la squadra col 4-2-4. E’ stata la sostituzione che ha riportato il Milan sul 2-2: attacco a sinistra di Pulisic, cross dal fondo a pelo d’erba, movimento da centravanti vero di Jovic (un passo indietro per staccarsi dalla marcatura) sinistro al volo e rossoneri di nuovo in parità.

IL CAPOLAVORO DI MURIEL - Mancavano 10' alla fine, ma la partita era ancora in piedi. E’ stato Gasperini, stavolta, ad accelerare e indovinare la doppia sostituzione decisiva con Muriel e Miranchuk al posto di De Ketelaere e Lookman. Ha cambiato tutto l’attacco perché ci credeva davvero. Una mano gliel’ha data Calabria che con due ammonizioni rimediate in poco più di 10 minuti (la prima al 36' per un fallo su De Ketelaere, la seconda al 48' per un altro fallo proprio su Miranchuk) è stato espulso. Il Milan ha cercato di ricomporsi, ma Pioli aveva esaurito i cambi. Al 5' di recupero Miranchuk ha recuperato una palla sulla trequarti soffiandola a Pulisic, tocco per Muriel, per Koopmeiners, palla in area ancora per Miranchuk che col solo controllo ha evitato Florenzi e Tomori, assist per Muriel marcato male da Adli e colpo di tacco del colombiano. Gol fantastico e vantaggio meritato. Il Milan non aveva più il tempo per tentare il terzo aggancio. Per la verità ci ha provato Tomori ma senza fortuna. Giusto così il risultato.

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